sabato 8 dicembre 2012

Oggi vi fa gli auguri Jennifer Larmore


Il grammofono: Lo Hobbit... ehm... Lohengrin

Apriamo con una nota di colore (perché oggi mi manca la fantasia e temo che questa recensione sarà noiosa come poche, quindi cercherò di essere breve... Chissà se ci riuscirò...):  a metà primo atto, la cara Armida mi ha spedito il seguente sms: "pensa che strano vedere un'opera in diretta sulla rai. Per quello nevica!" (aggiornamento meteo, Casa Aspasia e dintorni sono ricoperti da un soffice strato di neve fresca e non sembra che la nevicata dia segno di volersi fermare a breve: le magie dell'opera).



mercoledì 5 dicembre 2012

Oggi vi fa gli auguri Fritz Wunderlich


E in aggiunta all'usuale brano per il calendario dell'Avvento, oggi vi propongo un'ascolto mozartiano, visto che oggi ricorre l'anniversario della morte del nostro salisburghese preferito.


domenica 2 dicembre 2012

Oggi vi fa gli auguri Bohuslav Matej Cernohorsky

Riprendiamo la tradizione iniziata lo scorso anno (perché, per chi non se ne fosse accorto, le vostre diaboliche blogger amano alla follia la tradizione; se poi c'è da far festa, andiamo in visibilio) proponendovi, da qui al 25 dicembre, un calendario nelle cui caselline, al posto degli usuali cioccolatini (metterli su un blog è, per il momento, impossibile, ma ci stiamo attrezzando) abbiamo posto degli ascolti, dei piccoli doni musicali che, speriamo, via accompagnino verso il Santo Natale col miglior spirito possibile.



Per iniziare ho scelto un brano tutt'altro che noto, ma che io trovo splendido e che qualche tempo addietro ho avuto il piacere di cantare. Per chi volesse approfondire la conoscenza di questo interessante autore, Youtube fornisce qualche registrazione di altri brani.

domenica 25 novembre 2012

Signori di fuori son già i suonatori: Scala 2012/13 ossia la fantasia in trionfo...

Ormai manca poco al 7 dicembre, la tradizionale data dell'inaugurazione della stagione del Teatro alla Scala. 
Diciamoci la verità, ci si lamenta sempre dell'attuale livello artistico di questo teatro. La Scala è scaduta, non è più quella di una volta, non è più una grande ribalta internazionale, la Scala di qua, la Scala di la, ma alla fine, ogni anno, il 7 dicembre, tutti gli appassionati, in un modo o nell'altro, un'ascoltatina alla diretta la danno, e l'indomani cercando sui giornali o in rete qualche commento (che, possibilmente, non parli solo di chi c'era in platea e di come era vestito). Ebbene, visto che l'inizio della stagione si avvicina, perché non dare un'occhiata a quello che il teatro milanese ci proporrà quest'anno?


giovedì 22 novembre 2012

Ne' giorni tuoi felici ricordati di me: Santa Cecilia

Oggi è la festa della musica, per cui abbiato spolverato il beneamato Purcell e ve l'abbiamo propinanto, contando di farvi una sorpresa gradita. Buona Santa Cecilia a tutti!

mercoledì 21 novembre 2012

MTV: questa rubrica era nata come Masetto tv, ma stavolta potremmo riferirci anche alla MTV nota ai più

Da qualche tempo nella case discografiche si è diffusa la moda di produrre videoclip da legare ad alcuni brani che vengono incisi nei recital dei loro divi.


In origine si trattava solo di innocenti riprese fatte in sede di registrazione, con direttore e cantante in borghese (ho ancora il trauma della camicia patchwork che indossava il buon Jonas Kaufmann quando ha registrato il suo primo recita, Romantic Arias), orchestra felice e contenta alle loro spalle e un sorrisone generale alle fine, o magari un bell'applauso, provocato dalla gioia di aver inciso al primo colpo e senza apparente sforzo l'esecuzione del millennio dell'aria in questione (sì... ci crediamo tutti...).


martedì 13 novembre 2012

Ne' giorni tuoi felici ricordati di me: Requiem per Rossini

Oggi si commemora la morte del nostro caro Gioak, avvenuta nel lontano 1868. Noi preferiamo ricordarlo col faccione rubincondo della sua giovinezza, le sue battutine perfide e la bonarietà che, forse, è stata un po' esagerata dalla leggenda ma che ce lo rende così accattivante, ragion per cui il nostro omaggio in questo giorno triste sarà rapido, ma non per questo meno sentito.
Il brano scelto per l'anniversario è tratto dal Requiem che uno stock di compiositori ha elaborato sotto l'ala di Verdi apposta per dedicarlo all'estinto Gioak ma che, per cause di forza maggiore (che non riassumo in questa sede ma di cui potete trovare abbondanti notizie alle pagine 150-153 de Tutti i libretti d'opera vol. I, curato da Mioli e perciò molto meglio descritto di come potrei fare io) non è mai stato eseguito fino al 1988. Direi che l'occasione è propizia per rispolverarlo in questo post.

lunedì 12 novembre 2012

Il secolo breve

Ho appena terminato di ascoltare la Barcaccia. Oggi, come ogni Lunedì che si rispetti, la parte finale della puntata era dedicata alla rubrica Perle Nere. Svettava una sobria signora (Florence Foster Jenkins), che si è cimentata in questa composizione, Like a bird:


giovedì 11 ottobre 2012

Riflessione pomeridiana

In quest'intervista la nostra amata Diana Damrau ci racconta che lei si è inamorata dell'opera lirica vedendo alla televisione il film della "Traviata" (1983) con protagonisti Teresa Stratas e Placido Domingo. 


mercoledì 10 ottobre 2012

Ne' giorni tuoi felici ricordati di me: Due compleanni e un funerale

SEZIONE VERDIANA. Purtroppo, è d'uopo prendere atto che oggi è il compleanno del Beppo nazionale e, per non essere scortesi, Armida e Aspasia si rassegnano a porgere i loro più umili auguri al compositore bussetano.

sabato 6 ottobre 2012

Operazione "Non si dà follia maggiore" - Congedo a due ruote

Tre giorni d'opera sono stati troppo pochi. Tre giorni a Pesaro, invece, sono stati troppo troppi, soprattutto per due idrofobe che hanno poco a che spartire col mare. Al pomeriggio del quarto giorno, in attesa che arrivasse l'ora di saltare sul treno e tornare alle nostre superbe ruine, stavamo morendo di noia. Spaparanzate sulla panchina, parlavamo del più e del meno e ci sventolavamo per il caldo che, se ci aveva graziato per il resto della vacanza, aveva deciso di vendicarsi per il gran finale.
E, detto fra noi, che diavolo di gran finale. Non un libro, non un disco da comprare. Non uno spunto di divertimento. Non un colpo di scena. Doveva proprio finire così?
Un momento! Ma quello là, in bici, è uno dei nostri! Il Michele!
Sarebbe bastato meno per farci salire la febbre dell'autografo. All'improvviso, le mie corse in bicicletta che avevano scandito la mia estate e che avevano avuto l'aria di essere delle peregrinazioni senza scopo avevano trovato una ragion d'essere: era stato un sano allenamento per rincorrere il nostro eroe per le strade di Pesaro!
Eravamo già pronte per lanciarci all'inseguimento, eravamo praticamente in sella alla bici...
Ma forse avevamo dimenticato qualcosa.
Ah, sì. La bici.
La bici se ne stava rintanata nel garage di casa, qualche centinaio di chilometri più a Nord...
E intanto, il Michele, spronando il suo potente mezzo di trasporto, si era già messo al riparo da noi.
Insomma, in quattro giorni avevamo incontrato tutti e tutti ci erano sgusciati via per un soffio. Deve essere colpa del Gioak. Il Gioak porta sempre pegola.
Però avevamo avuto il nostro quotidiano contentino.
Potevamo partire tranquille.


Tranquille un corno, perché noi siamo iperattive e ci portiamo avanti coi piani tattici. Dovevamo riempire in qualche modo le lunghe ore del viaggio di ritorno e, come tema, avevamo scelto il ROF dell'anno prossimo. Anche se magari conoscete già i titoli, colgo l'occasione per registrarli: avremo il debutto dell'adorato Juan Diego nel Guglielmo Tell, L'italiana in Algeri e La donna del lago. Mi sembra una locandina interessante. Forse ci aiuterà a sopravvivere nel tremendo anno del centenario verdiano. :)

lunedì 1 ottobre 2012

Una voce poco fa: Operazione "Non si da follia maggiore" - Ciro in Babilonia

Concludiamo la nostra serie di recensioni degli spettacoli del Rossini Opera Festival 2012 (scusate se questa si è fatta attendere, ma la vostra diabolica Aspasia era in vacanza... XD ) con lo spettacolo che ha inaugurato la manifestazione: Ciro in Babilonia, con protagonisti

Baldassare MICHAEL SPYRES 
Ciro EWA PODLES
Amira JESSICA PRATT
Argene CARMEN ROMEU
Zambri MIRCO PALAZZI
Arbace ROBERT MCPHERSON
Daniello RAFFAELE COSTANTINI
ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA
Maestro del Coro LORENZO FRATINI
Direttore WILL CRUTCHFIELD

Regia DAVIDE LIVERMORE.

venerdì 14 settembre 2012

Operazione "Non si dà follia maggiore" - L'orgia

Il titolo ardito, in realtà, ha una spiegazione semplicissima, cioè che noi non potevamo onorare "i luoghi e le ore" del Gioak senza libare nei lieti calici alla sua salute.


martedì 28 agosto 2012

Per lui che adoro: Le nozze del Michele

Non sia mai che qualcuno inizi a pensare che questo sia diventato un blog serio e posato, in cui si trovano solo recensioni obiettive ed analisi tecniche o filologiche.

sabato 25 agosto 2012

Operazione "Non si dà follia maggiore" - Trouble in Paradise

All'indomani dell'impegnativa Matilde di Shabran (indomani che in realtà era oggi, visto che siamo rientrate a mezzanotte passata), abbiamo affilato le armi per Il signor Bruschino, operina che era un intermezzo d'uopo fra le due più lunghe. Così, per riprendere fiato.
Stavolta eravamo al Teatro Gioak, inaugurato dal Gioak in persona nel lontano 1818... Figuratevi un edificio color ocra, dall’aspetto piuttosto semplice, in una piazza altrettanto semplice e piccolina. E figuratevi come un edificio simile si possa trasfigurare davanti ai nostri parzialissimi, sgranati occhi, a cui pareva di guardare alle porte del Paradiso. Trasumanar significar per verba non si poria ripetevo io, in onore del Padre Dante che, per amore o per forza, è uno degli uomini della mia vita (sì, lo so che è un po' triste, ma poteva andarmi peggio!).

venerdì 24 agosto 2012

Una voce poco fa: Operazione "Non si dà follia maggiore" (ROF 2012) - Matilde di Shabran

Di solito i Salmi finiscono in Gloria. Noi il nostra salmo l'abbiamo invece iniziato in gloria. Non sia mai che le vostre diaboliche blogger siano banali. Eh sì, perché il caso, leggasi la biglietteria, ha deciso che la nostra avventura pesarese sarebbe iniziata col titolo che più di tutti ha attirato la nostra attenzione e ci ha spinte ad invadere con la nostra maestà la città marchigiana.

lunedì 13 agosto 2012

Ne' giorni tuoi felici ricordati di me: Santa Radegonda

Oggi festeggiamo Santa Radegonda, la venerabile regina che, suo malgrado, è diventata la Santa Patrona di questo blog. E noi speriamo di fare gradito omaggio a voi e a lei con questo umile ex-voto.
FELICE SANTA RADEGONDA A TUTTI!



sabato 11 agosto 2012

Signori di fuori son già i suonatori: Matilde di Shabran dal passato al presente

Di un altro post sul Gioak non si sente il bisogno.
E non serve neanche che mi preoccupi di ricordarvi che stasera Radio3 trasmette la diretta di Matilde di Shabran, perché sono sicura che anche voi tenete il conto alla rovescia come l'impaziente sottoscritta.
Ma non posso fare a meno di tornare sull'argomento, perché ho trovato un reperto fotografico della Matilde londinese di qualche anno fa in cui, tanto per cambiare, militava il nostro solito, adorato Spendido (secondo definizione scaligera) Juan Diego Florez, coadiuvato da Aleksandra Kurzak.
Stavolta sarà Olga Peretyatko a prestare volto e voce alla protagonista, ma confido che il soprano russo non si ingelosirà per questo souvenir di un'esibizione passata-conclusa-e-trascorsa... a meno che non voglia cimentarsi anche lei in una di queste meravigliose espressioni, il che all'Autrice sarebbe particolarmente gradito, ma che non so quanto possa inorgoglire lei. Perché, per tagliar corto, la fotografia incriminata è QUESTA:


Sì, anch'io ci sono rimasta un po' male al primo impatto, ma poi, grazie al mio degenerato senso del bello, questa è diventata una delle mie immagini preferite.

Per quanto riguarda stasera,
IN BOCCA AL GIOAK A TUTTI!

giovedì 9 agosto 2012

ROF o sia Le smanie per la villeggiatura

Ma che? Non vedi come tutta insieme
Non pur Italia, ma d’Europa quante
vivon di là dal mar, di là dall’Alpe,
Genti di lingua stranie e di costumi,
Organate a sentir vario e diverso
E l’Indo stesso, e il Messicano, e forse
L’Ottentotto medesmo, ed il Gelono,
Tutti van presi a quel sublime incanto
De’ Rossiniani numeri? Che nova
Potenza è questa? E donde mai sì raro
ne’ petti de’ mortai discende accordo?

(G. Barbieri, Sermone VI, Parte II)

lunedì 6 agosto 2012

Un anno!

Cari lettori, è già trascorso un anno dal giorno in cui abbiamo pubblicato il post che ha segnato l'apertura di questo blog.

Grazie a tutti voi lettori per l'attenzione e il sostegno!

Per l'occasione, alcuni dei nostri beniamini si sono radunati (qualcuno è addirittura saltato fuori dalla tomba) per esprimerci i loro auguri. Ringraziamo di cuore anche loro!






martedì 17 luglio 2012

Santa Cecilia?

Cari lettori, ci purtroppo ultimamente siamo state un po' inattive, ma vi promettiamo un nostro ritorno in grande stile a breve. 


Intanto una novità dal mercato discografico. O meglio. Primi indizi su una futura uscita.


Vi stavate preoccupando per la prolungata assenza della Ceciliona operistica dalla sala d'incisione? 
Sacrificium vi aveva lasciato sulle spine per la smania di sentire altre prodezze della moderna emula dei leggendari castrati?
Consolatevi. La Bartoli è tornata. 
Per adesso, purtroppo, abbiamo soltanto questo video come indizio (ma, da come la mette il sito della Decca, sembra che ne seguiranno altri: una specie di caccia al tesoro!). E soprattutto una mirabolante immagine della copertina.
Tenetevi forte :).


martedì 3 luglio 2012

Cara immagine ridente: Favole rossiniane

Una serata a cui tutti avremmo voluto partecipare (da spettatori, beninteso)

La domestica di casa Rossini annunciò, una sera, la visita di una signora, già venuta al mattino mentr'egli era andato a fare la solita passeggiata. Era una scozzese, giunta proprio allora a Parigi da Firenze, dove aveva preso lezioni di canto dal celebre maestro Pietro Romani. La sua idea fissa era quella di cantare in presenza del Rossini. Senza preamboli, apre il rotolo di carta che portava, ne trae la cavatina del Barbiere di Siviglia, la spiega sul pianoforte, si avvicina al Maestro e vuole trascinarlo verso l'istrumento per essere accompagnata da lui. Egli si scusa, propone uno degli astanti per renderle questo servigio, ma tutto è inutile. Le occorre il Rossini. La cosa diviene comica.
Il Maestro però tiene duro e manda al piano il giovane Stanzieri. La disgraziata, alla fine della cavatina, fu a punto di strozzarsi. Il Maestro stava impassibile come il Giove olimpico, mentre alcune signore presenti soffocavano dalle risa sotto i loro ventagli.

lunedì 25 giugno 2012

Una voce poco fa: Operazione "Cicciobello" (Le nozze di Figaro, Bologna, 24 Giugno 2012)

La giornata si era preannunciata campale, perché, finalmente, pareva che a Bologna ci fossimo dati appuntamento tutti-ma-proprio-tutti nello stesso tempo e nello stesso luogo: io (costantemente nostalgica della città felsinea), Aspasia (con cui ho potuto sproloquiare prima, durante e dopo la recita), il Michele (credeva che o avremmo lasciato in pace, dopo che per le Nozze di Figaro abbiamo tenuto il final countdown dall’anno scorso? Illuso!), il nostro prediletto Gnagflow Trazom in arte Mozart ma in Italia De Mozartini (figurarsi, da un anno abbiamo aperto il blog e questo è il suo primo spettacolo che recensiamo. Non ne potevamo più di aspettare!) e, soprattutto, LUI: Cicciobello. Confidando che il Michele non abbia una crisi di gelosia, quando sulla locandina ho letto il nome di Bruno Praticò sono partita per la tangente e non sono più tornata... Perché lo ADORO, dal momento in cui la televisione ci ha rifilato un suo Barbiere di Siviglia (Gioak, sei sempre in mezzo!) in cui l’omino caracollava per la scena con una mise da bambolotto che gli ha appiccicato addosso questo nome di battaglia che non si è più staccato. Quando uno fa sketch, non può che colpire nel segno.
Abbiamo pregustato a lungo le delizie di ieri pomeriggio.
Poco prima delle tre, ci siamo messe ordinatamente in fila assieme agli altri avventori fuori dal Comunale.
Ci siamo divise i biglietti.
Ci siamo soffermate con particolare emozione sulla prospettiva di essere in prima fila.
Diavolo, se penso agli affanni e ai palpiti (e ai soldi) che mi sono costati quei biglietti ho ancora un tuffo al cuore! [ESAGETATA!]
Aspasia ha sottolineato il fatto che non era necessario che cercassi di aprirmi un varco per entrare per prima perché «i posti sono numerati e non ce li porta via nessuno!» E tenetelo bene a mente...
Passate le tre.
Aperta baracca.
Confiscato un programma di sala.
Camminata da dive lungo tutta la platea, splendenti di luce propria, collo dritto, muso franco.
Io non mi ero fatta neanche lo scrupolo di controllare che la prima fila fosse effettivamente la nostra, la fila A, perché, a rigor di logica, lì doveva stare.
«Guarda che sulla sedia c’è scritto fila B!» mi avverte Aspasia.
Agguantata la maschera.
Chieste informazioni con finta calma.
«Abbiamo soppresso la prima fila per allungare il palco» (c’erano due ballatoi laterali che passavano sopra l’orchestra per permettere ai cantanti di muoversi fino in platea), «per cui vi abbiamo spostate. Siete in fila I».
Dopo aver sparato il «Grazie» più fasullo di tutta la vita, io e la mia socia abbiamo ripercorso il breve tratto con le orecchie basse come cuccioli tristi... Poi, ovviamente, è partita l’invettiva.
«Una si fa tutta questa strada per la prima fila, e viene sbattuta in un’altra, banalissima a mezza navata?»
Oh, Santa Radegonda, trattienici, se hai il coraggio! Oh, San Petronio, perché ci hai fatto questo? Volevamo prendere atto dei sospiri e dei canti del Michele, e ne siamo state così brutalmente private! Lo sapete cosa sarebbe successo, se per caso si fosse guardato intorno per salutarci, non ci avesse viste e si fosse rifiutato di cominciare senza di noi (e pazienza se in realtà non ci conosce, queste pagine le scrivo io e le scrivo come mi pare)? Avevamo un fumo intorno che la nebbia di Londra è nulla al confronto... Io, fotografa assatanata piuttosto che provetta, non avevo nemmeno la voglia di estrarre il mio canón (macchina fotografica dal mega obiettivo) per immortalare noi stesse e i luoghi intorno...
Poi, nel bene o nel male e nella buona o nella cattiva sorte, le cose non si sono rivelate così tragiche, perché, come ha detto Aspasia quando l’eco dei primi sospiri è arrivato «Il Michele, evidentemente, sospira in maschera!», e non eravamo poi troppo distanti da non riuscire a cogliere le intromissioni del direttore nel cantato. Aspasia «Ma canta più forte di Cherubino!» e io «È più Contessa della Contessa!» Che meraviglia! (se fosse stato il Divo, qui avrei fatto cadere un sospiro svenevole, ma purtroppo Divo non è e di sospiri ce ne sono stati a iosa...)
Devo ammettere che il cambio di posto ha avuto anche un risvolto molto favorevole nel contesto degli strepitosi vicini (che il Signore ce li conservi!), di cui ormai non posso più fare a meno. Accanto a me, si era seduto un signore distinto, sulla sessantina, completamente calvo. Appena è entrato il Michele, anziché limitarsi ad applaudire, ha sbottato «Guarda là, che capelli!»... Invidia? Ma non è stata questa la vetta. Il signore in questione non deve essere habitué dell’opera, o almeno non delle Nozze, perché ha seguito i travestimenti del quarto atto col fiato sospeso. Quando il Conte sorprende la Contessa travestita da Susanna assieme a Cherubino, ha esclamato «Oddio! Che succederà?», e lo stesso schema si è ripetuto per tutti gli altri scambi di persona... È stato bello rivivere con questo illustre sconosciuto la suspance del primo ascolto, che a momenti stavo per dimenticare (io, veterana delle Nozze a cui ho assistito per la prima volta ben dodici anni fa! Vecchia carampana!). E rideva come un bambino...
Di “bambini”, per la verità, intorno a noi ce n’erano parecchi: due signore nella fila retrostante sembravano planate a Bologna direttamente dal Met, perché si sono sganasciate per qualunque trovata o frase, spesso anche quando, apparentemente, non c’era granché da ridere. Ma i vicini ci piacciono così, entusiasti e vivaci!



Esauriti i convenevoli, passo a presentarvi la banda:
Il Conte d’Almaviva, Simone Alberghini
La Contessa d’Almaviva, Carmela Remigio
Susanna, Cinzia Forte
Figaro, Nicola Ulivieri
Cherubino, Marina Comparato
Marcellina, Tiziana Tramonti
Bartolo, Bruno Praticò
Basilio, Mert Süngü
Don Curzio, Saverio Bambi
Barbarina, Cristiana Arcari
Antonio, Nicolò Ceriani
Due contadine, Silvia Calzavara e Roberta Sassi

Orchestra e Coro del Teatro Comunale
Maestro del coro, Lorenzo Fratini
Direttore, Michele Mariotti
Regia, Mario Martone

Il title role Nicola Ulivieri ha portato un scena un valido Figaro, tagliato per la parte e di bello spirito anche se con la tendenza a strafare per dare maggior enfasi alla parola.
La Susanna di Cinzia Forte aveva un’aria un po’ attempata, non sempre impeccabile, ma di bello squillo, e particolarmente interessante nell'aria Deh vieni non tardar.
Il Conte di Simone Alberghini, in uno splendido completo rosso, si è distinto per la sicurezza tecnica e una sana cattiveria, trascinante nell’aria del terzo atto.
Deludente, invece, la Contessa di Carmela Remigio, spesso distaccata e distaccante, con un registro grave rappezzato e una generale mancanza di fiato.
Marina Comparato è stata un simpaticissimo Cherubino, piacevole e fresco, animato dalla verve giovanile e un po’ scomposta che ci vuole per il personaggio.
Divissimo il Bartolo di Bruno Praticò, stavolta non in assetto bambolotto ma copia vivente di Charles Laughton in Testimone d’accusa e non a caso impegnato nel ruolo di consigliere attaccabrighe (gustosissima la Vendetta). Irresistibili poi gli interventi parlati sottovoce.
Tiziana Tramonti che, pur dividendo la scena con Cicciobello-Laughton non aveva niente di Marlene Dietrich, è stata una buona Marcellina, valida pur con alcune imperfezioni e non mutilata dell’aria del quarto atto.
Molto bravo il Basilio del giovane Mert Süngü, che sulle prime ci aveva lasciato un po’ perplesse non per l’esibizione, ma per il nome, che svettava per l’originalità accanto a tanti più comuni. «E dove l’hanno pescato?» ci siamo chieste. Beh, ovunque l’abbiano pescato, hanno fatto bene, perché In quegli anni in cui val poco è stata una vera rivelazione.
Buoni anche Saverio Bambi (Don Curzio, il mio personaggio preferito per la “prolissità” della parte :) ), Cristiana Arcari (Barbarina), Nicolò Ceriani (Antonio.)
Impeccabile la direzione di Michele Mariotti (ma poteva essere altrimenti?), rigogliosamente splendida. Incantevole, in particolare, Non so più cosa son, al punto Parlo d’amor vegliando, che apriva uno scorcio idilliaco.
Consolate, visti gli o tempora che corrono, la regia tradizionale di Martone, che ben rendeva la folle giornata.



Peccato solo doversene andare. La prossima volta, per ricordo, sviterò il numero dietro la poltrona, per dire “io c’ero”... Adesso che sarà di noi, nei cinquatrè uggiosi giorni che ci separano dal prossimo grande evento? Beh. Possiamo lasciare sulle spine voi e non rivelarvi in che cosa consista il grande evento.
Risatazza diabolica.

sabato 26 maggio 2012

Signori di fuori son già i suonatori: quello che la Rai ha in serbo per noi

O tutto o niente.
L'italica tv di solito è avara di opera(anche se l'altra sera c'era il Peter Grimes dalla Scala in diretta si Rai 5 ed io me ne sono dimenticata...).
Poi ogni tanto si sveglia e ci propone una scorpacciata.
Segnatevelo sul calendario: 3, 4 giugno e 7.









venerdì 18 maggio 2012

Si è spento Dietrich Fischer-Dieskau

Nel primo pomeriggio ho appreso la notizia della scomparsa del grande baritono Dietrich Fischer-Dieskau. Una gravissima perdita per il mondo della musica.

Il Diavolo Ascolta Mozart lo vuole ricordare così, semplicemente con la sua voce.




lunedì 14 maggio 2012

Una voce poco fa: Impresa solitaria “Se mai torno a’ miei paesi, anche questa è da contar” (Bologna, Italiana in Algeri, 13 Maggio 2012)

Avevo pensato a ben tre incipit per questa recensione, ma non al titolo: se l’abbondanza non ha mai fatto carestia, questa è l’eccezione che conferma la regola. Alla fine, ho scartato tutti e tre gli incipit e, come per magia, il titolo mi è comparso sui sopratitoli a teatro, rischiando che gridassi «Eccolo!» Così la prossima volta imparo a non preoccuparmi per le minuzie e attendere che la sorte faccia da sé. Dopotutto, col Gioak mi è sempre capitato così: andare a tentativi è l’unico modo per riuscire a fregarlo. E ce l’ho fatta anche questa volta. Nel mio piccolo, mi accontento.

sabato 12 maggio 2012

Per lui che adoro: Verdi e rimedi

DI NUOVO VERDI!
ANCORA VERDI!
SEMPRE VERDI!
Una volta, la mia concezione di "sempreverdi" era molto più innocua e riguardava, come mi hanno spiegato all'asilo, quelle belle piante che non perdono mai le foglie perché così gli uccellini infreddoliti vi si possono rifugiare.
Questa era la favoletta che passava a quei tempi.
Adesso, il concetto di sempre Verdi è diventato molto più pericoloso e riguarda LUI:
So che l'ho presa un po' da lontano, ma adesso vedrete che il campo si restringerà miracolosamente.
Non avrei nuovamente parlato di Verdi (che non se ne sentiva il bisogno) se stamattina Aspasia non mi avesse svegliato con la notizia "Si dice che Florez voglia debuttare Alfredo!" Ho visto il latte intorbidarsi...
"Diavolo! Diavolo! Diavolo!" ho pensato io con la solita compostezza (e questa imprecazione è dedicata a Auber e al suo capolavoro).
Adesso, quindi, ci toccerà forse anche Alfredo... Eh, ma non potevamo lasciare solo e abbandonato il Duca di Mantova, povero. Bell'altruismo!
Metto le mani avanti. Non che il Duca di Florez sia cantato male o che so io. La linea rimane sempre impeccabile, lui è incontrovertibilmente lo "Splendido", come gli hanno urlato alla Scala per la Donna del lago (così può fare il terzo fra la Divina e la Stupenda). Ciò non toglie che come interprete verdiano non mi quadri granché, ma, limitandoci per ora a un personaggio solo, questo parere può essere opinabile, benché non abbia mai sentito il Duca pienamente adatto alle sue corde e non so quanto con Alfredo le cose possano cambiare.
Queste mie impressioni forse sono imputabili a un "pregiudizio rossiniano" di fondo...
... fatto sta che è da una mezz'ora che continuo a vedermi un Rossini imbufalito che urla a Florez "PENTITI, SCELLERATO!" e Florez che ribatte "No, vecchio infatuato!" Speriamo solo che alla fine la disputa si risolva con soddisfazione di entrambi.

N.d.A(spasia)

Già da qualche tempo leggevo in rete di questa idea del debutto in Traviata. Speravo in una bufala... Poi, nei programmi dei concerti (di certo l'ha fatta a Londra qualche giorno fa, ma potrebbe averla cantata anche prima), ho visto comparire quella che per me e Armida è ormai nota come "L'aria del tagliaerba"
grazie a questo MAGNIFICO (mmm...) allestimento parigino di qualche anno fa (povero Jonas...).
Insomma. Gli indizi cominciano ad essere troppi. Se prima ci ridevo sopra, adesso inizio a preoccuparmi...

venerdì 4 maggio 2012

Cara immagine ridente: Favole rossiniane

Come comporre un'ouverture. Manuale pratico con parole e musica di Gioacchino Rossini (per cui, in teoria, dovrebbe trattarsi di un metodo affidabile)



Aspettate sino alla sera prima del giorno fissato per la rappresentazione. Nessuna cosa eccita più l'estro, come la necessità, la presenza di un copista che aspetta il vostro lavoro, e la ressa d'un impresario in angustie che si strappa a ciocche i capelli. A tempo mio in Italia, tutti gli impresari erano calvi a trent'anni. Ho composto l'ouverture dell'Otello in una cameretta del palazzo Barbaja, ove il più calvo ed il più feroce dei direttori mi aveva rinchiuso per forza, senz'altra cosa che un piatto di maccheroni, e con la minaccia di non poter lasciare la camera, vita durante, finché non avessi scritta l'ultima nota. Ho scritto l'ouverture della Gazza Ladra il giorno della prima rappresentazione, sotto il tetto della scala dove fui messo in prigione dal direttore, sorvegliato da quattro macchinisti che avevano l'ordine di gettare il mio testo dalla finestra, foglio a foglio, ai copisti, i quali l'aspettavano abbasso per trascriverlo. In difetto di carta da musica, avevano l'ordine di gettare me dalla finestra. Pel Barbiere feci meglio: non composi ouverture, ma ne presi una che destinavo ad un'opera semiseria, chiamata Elisabetta. Il pubblico fu arcicontento. Ho composto l'ouverture del Conte Ory stando a pesca, coi piedi nell'acqua, in compagnia del signor Aguado, mentre costui parlava di finanze spagnuole. Quella del Guglielmo Tell fu scritta in circostanze presso a poco simili. In quanto al Mosè, non ne feci alcuna.



E, come riporta la nota in calce nel mio volume delle Lettere del Gioak, questi consigli erano stati inviati a un artista esordiente dietro sua richiesta. Deve essere stato incoraggiante. :)

sabato 28 aprile 2012

Per lui che adoro: Riccioli d'oro 2, la vendetta


Voi pensavate che lo avessimo dimenticato...
e che fosse state un fuoco di paglia presto consumato.

Anche lui pensava che lo avessimo dimenticato...
e si era già rinfrancato.

Invece, dopo quasi un anno, noi gli siamo rimaste fedeli. Non siamo mica delle Arture Talbo che lo piantano per una regina qualsiasi!
Ne abbiamo parlato con devozione (dove trovate un altro che vi spara ben quattro Fa sovracuti in Credeasi misera, o, almeno, ci prova? Sono quelle prodezze che ripagano il biglietto, o, almeno, ci provano...).
Abbiamo pregato che passasse di  nuovo in zona (e colgo l'occazione per lanciare l'appello: Amore, ritorna, le colline sono in fiore!).
Lo abbiamo ricordato con il sospiro svenevole d'ordinanza.
Abbiamo eretto il suo Rigoletto a memento per la vita (come dimenticare quei boccoli biondi, quelle calzettine di seta, quella giacca dorata?).
Io, personalmente, continuo a rimordermi la coscienza e a spargere d'amaro pianto perché la registrazione che immortalava il grande evento è andata perduta.
Ma certe emozioni non si cancellano dal cuore...
e neanche dal web, dove Aspasia ha rintracciato il prezioso reperto di cui in calce.

Avrete capito che sto parlando di Ivan Magrì, al secolo IL DIVO (sospiro svenevole).
Ma spezzati, cuor mio, di più non posso dire: la commozione ha sommerso il resto del mio discorso.
E forse, chissà, è meglio così. Vi potrete godere il nostro eroe senza essere rintronati da me.
Più che buon ascolto, vi auguro BUON DIVERTIMENTO!



venerdì 20 aprile 2012

Un altro Dianino!

Visto che, per lo vostre diaboliche blogger, certi cantanti sono come di famiglia, è con enorme gioia che vi annunciamo che la nostra adorata Diana Damrau è in dolce attesa!

CONGRATULAZIONI! E speriamo che questa volta sia una bimba!

martedì 17 aprile 2012

Signori di fuori son già i suonatori: La Cenerentola o sia La protesta in trionfo

Anzitutto, per entrare in argomento, lascio la parola agli esperti:


"Mancavano due soli dì al Natale dell'anno 1816, quando il pacifico impresario Cartoni ed il Maestro Rossini m'invitarono ad un congresso innanzi al censore ecclesiastico. Trattavasi di considerevoli modificazioni da operarsi in un libretto scritto dal Rossi per il Teatro Valle, e che come second'opera del carnevale comporre si doveva dal Rossini. Nel titolo vi si leggeva: Ninetta alla corte, ma il soggetto ne era Francesca di Foix, una delle meno morali commedie del teatro francese, in un'epoca che incominciava a cangiarsi in una famosa scuola di libertinaggio. Le modificazioni, che ragionevolmente vi si volevano dal provvido Catone, snaturata avrebbero la farsa comica dell'argomento. Il censore ecclesiastico, che non andava a teatro, non ne rimase da me persuaso, ma ne fu dolorosamente convinto il Rossini; quindi mi si pregò di trovare e scrivere a volo un nuovo argomento. Si pregò, dissi, ed è frase storica: perche fra me ed il Rossini v'era un po' di ruggine, per un piccolo sopruso che ne aveva ricevuto. Ma... il non saper dir di no, un poco d'ambizione di scrivere con quell'insigne pesarese, mi fecero porre a tortura la fantasia e, ristrettici in casa del Cartoni a bere il thé in quella sera freddissima, io proposi un venti o trenta soggetti da melodramma; ma quale fu riconosciuto troppo serio ed in Roma allora, almeno in carnevale, volevano ridere; quale troppo complicato; quale soverchiamente dispendioso per l'impresario, le di cui viste economiche esser debbono sempre rispettate dalla docilità de' poeti: e quale infine non conveniente a' virtuosi cui veniva destinato. Stanco dal proporre e mezzo cascante dal sonno, sillabai in mezzo ad un sbadiglio: Cendrillon. Rossini, che, per esser meglio concentrato, si era posto in letto, rizzatosi su come il Farinata dell'Alighieri: «Avresti tu core di scrivermi Cendrillon?», mi disse; ed io a lui di rimando: «E tu di metterla in musica?»; ed egli: «Quando il programma?»; ed io: «A dispetto del sonno, dimani mattina»; e Rossini: «Buona notte!»: si ravvolse nella coltre, protese le membra e cadde in un beato sonno, simile a quello degli Dei d'Omero: io presi un'altra tazza di thé, combinai il prezzo, scrollai la mano al Cartoni e corsi a casa. Là un buon caffè di moka rimpiazzo il thé della Giamaica; misurai più volte per largo e per lungo con le braccia conserte la mia camera da letto, e quando Dio volle mi vidi dinanzi il quadro: scrissi il programma della Cenerentola, e all'indomani lo inviai al Rossini. Ne restò soddisfatto".




La testimonianza è quella del librettista Ferretti, che ci racconta in queste righe l'origine della Cenerentola, senza lesinare un paragone ("rizzatosi su come il Farinata dell'Alighieri") in cui il nostro prediletto Gioak riceve un'inverosimile omaggio d'imponenza (rendiamoci conto, Farinata aveva una coloratura eroica che nel Gioak avrebbe fatto potenzialmente ridere)...


Dopo il dovuto preambolo, passiamo alle cose serie, cioè una DENUNCIA. Rincuoro subito i miei cinque alla seconda lettori: non è il Gioak che, finalmente, si vendica di me e di tutte le volte, in pubblico e in privato, l'ho bonariamente preso in giro, ma sono io che, tanto per cambiare, mi voglio lamentare del mondo circostante.


Aspasia mi ha annunciato che prossimamente la RAI si degnerà di tornare agli antichi splendori musicali (si spera), con una Cenerentola nei luoghi e nelle ore che si ambienterà nientemeno che in questo posticino sobrio:










che altri non è che Stupinigi in quel di Torino. Pare che il tutto avverrà ai primi di Giugno.


Sulla gran parte dell'iniziativa, però, pende ancora un segreto di Fatima, perché ancora non sappiamo chi saranno gli intrepidi protagonisti che si sottoporranno al nostro giudizio spietato, ma già in RAI circola la pubblicità.




Io non l'ho vista.




Aspasia, per compensare, l'ha già intercettata un paio di volte.



E me l'ha raccontata.



Ha detto che non offre chissà quali lumi sul lieto evento.



Ma si vede una scarpetta.






...






Una scarpetta?



Signori, Walt Disney ci ha definitivamente annacquato il cervello!








Adesso chi lo spiega al Gioak che lo smaniglio, che ai suoi tempi era stato adottato per motivi di censura, è passato nuovamente di moda? Adesso chi lo spiega alla Gertrude Righetti-Giorgi, la prima interprete, che la polemica che aveva travolto la sua caviglia (che un giornalista maligno aveva insinuato bruttina e perciò si era operata la sostituzione della scarpa col braccialetto), potrebbe invece tornare di moda? Chi lo dice al Ferretti che una sciagurata pubblicità ha falciato ancora una volta le intenzioni del librettista?



Siamo messi male, Mamma RAI.



Tre mummie ottocentesche sono già in rivolta... E due blogger pure!

domenica 8 aprile 2012

Buona Pasqua!

Lo so, sono un po' in ritardo, ma è stata una giornatina impegnativa...

Il Diavolo Ascolta Mozart augura a tutti voi una buona Pasqua, e lo fa nel suo modo consueto: in musica!