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lunedì 19 novembre 2018

Una voce poco fa: I Puritani a Trieste

[La rubrica "Cantami o Diva" è sospesa per lasciare spazio alla recensione. Riprenderà regolarmente la prossima settimana.]

Domenica 18 novembre 2018 è finalmente giunta l'ora di vedere i miei primi Puritani dal vivo. Da anni si parlava di una possibile rappresentazione nel teatro più vicino a casa mia, ma continuava ad essere rimandata ed io ormai mi ero rassegnata a dovermi mettere in viaggio per poter assistere ad una delle mie opere preferite, ma la pazienza mia e di molti altri appassionati è stata infine premiata!



martedì 27 marzo 2018

Una voce poco fa: Lucia di Lammermoor

Dopo una lunga assenza, finalmente una delle vostre diaboliche blogger è tornata ad assistere ad una rappresentazione operistica in quel di Trieste.
Domenica 25 marzo, infatti, mi sono appollaiata in un palco di terz'ordine per assistere alla terza rappresentazione di Lucia di Lammermoor.




martedì 9 maggio 2017

Una voce poco fa: La sonnambula (Trieste, 7 maggio 2017)

Era da un po’ che non mi recavo a teatro così, quando Aspasia mi ha proposto di andare a vedere la Sonnambula in quel di Trieste, non ho potuto che lietamente acconsentire e partecipare, per quanto alcune recensioni negative avessero un po’ “appannato” il mio entusiasmo.
Devo confessare che, aspettandomi una catastrofe, sono rimasta discretamente soddisfatta della mia sortita e che nel complesso lo spettacolo andato in scena domenica 7 maggio è stato apprezzabile, per quanto non entusiasmante. Il cast era composto dai seguenti elementi:

Il conte Rodolfo          Filippo Polinelli
Amina                         Aleksandra Kubas-Kruk
Elvino                         Bogdan Mihai
Lisa                             Olga Dyadiv
Alessio                        Marc Pujol
Teresa                         Namiko Kishi
Un notaio                   Motoharu Takei

Coro e Orchestra del Teatro Verdi di Trieste
Direttore: Guillermo Garcia Calvo

Regia                           Giorgio Barberio Corsetti
Regista assistente       Fabio Cherstich
Scene e Costumi         Cristian Taraborrelli
Disegno luci               Marco Giusti

lunedì 13 marzo 2017

domenica 15 gennaio 2017

Una voce poco fa: Barbie e il Flauto Magico

Dopo una lunga assenza dalle serate operistiche, una delle vostre diaboliche blogger ha lasciato il suo oscuro nascondiglio per recarsi in quel di Trieste per il suo primo (incredibile!) Flauto magico.




domenica 23 ottobre 2016

Una voce poco fa: Missa Solemnis

La stagione sinfonica del Teatro Verdi di Trieste si chiude con la Missa Solemnis di Beethoven e giusto all'ultima replica una delle vostre diaboliche blogger decide di presentarsi a teatro. 
In cauda venenun, direbbe qualcuno.



lunedì 1 febbraio 2016

Una voce poco fa: Norma

Dalla gita a teatro di oggi pomeriggio ho capito una cosa: a prescindere da chi ci sia in scena e da come sia cantata, Norma è e resta un'opera che mi piace a tratti, ma non mi conquista mai del tutto.
E lo dico pur amando profondamente Bellini, ma il fatto che nella mia collezione di cd sia Sonnambula che i Puritani siano presenti con edizioni in quantità almeno doppia rispetto a quella del''opera in questione mi pare indicativo...
Perché non mi conquista? Bella domanda...
Ma finiamola di parlare degli affari miei e passiamo alle cose serie.




mercoledì 1 luglio 2015

Una voce poco fa: Liederabend di Pavol Breslik

Visto che sarei andata a Monaco, perché non approfittarne per fare un prima incursione nei teatri bavaresi e nel contempo sentire per la prima dal vivo un cantante che ultimamente ha scalato la mia personale classifica dei preferiti?




lunedì 5 gennaio 2015

Una voce poco fa: Das Liebesverbot a Trieste

Cari lettori, oggi festa grande (o grande disgrazia, dipende dal punto di vista...): vi toccheranno due post!
E, notizia ancora più incredibile, le vostre diaboliche blogger sono tornate a teatro! O meglio, dovevano tornare assieme a teatro, ma trenitalia ha giocato un brutto tiro alla vostra Armida che quindi non ha potuto raggiungere Trieste per lo spettacolo...

Come avrete capito dal titolo, la vostra Aspasia ha fatto il suo trionfale ritorno in quel di Trieste perché non poteva assolutamente perdersi quello che era il titolo d'apertura di quest'anno, anche perché dubito che avrò altre occasioni di vederlo dal vivo in vita mia: Das Liebesverbot oder Die Novize von Palermo. 


martedì 3 dicembre 2013

Una voce poco fa: L'Africaine di Meyerbeer a Venezia

Cari lettori, oggi sulle pagine del blog diamo spazio alla recensione gentilmente fornitaci da un recensore ospite, il nostro affezionato lettore Alucard!
Benvenuto e grazie per la collaborazione!


venerdì 15 novembre 2013

Una voce poco fa: Nabucco (Bologna, 27 Ottobre 2013)

Voi che sapete che cosa è recensione vi sarete domandati dove io sia finita, ma non temete. Non ho dimenticato che ho una puntata di Nabucco in sospeso.
Come potrei mai dimenticare quell'emozionante Domenica pomeriggio in cui, partita con la fida, tolstojana scorta de La morte di Ivan Il'jc, sono tornata con un nuovo acquisto intitolato Il terrore rosso? Avevo trovato la compagnia ideale per deprimermi... E dire che Nabucco è una delle opere verdiane che finisce meglio, con la sconfitta della cattiva e il trionfo dei buoni e in cui (quasi) tutti vissero felici e contenti...

martedì 10 settembre 2013

Una voce poco fa: ROF 2013, parte III (La donna del lago, 23 Agosto 2013)

Dopo due spettacoli che mi hanno fatto masticare via l'amaro assaggiato nel primo, era d'uopo che l'indomani mattina mi recassi in pellegrinaggio a Loreto, pregando che anche il terzo fosse all'altezza... Ma di questo non avevo di che preoccuparmi, perché persino il librettista mi avrebbe dato manforte.

"Fu di libretti autor, chiamossi Tottola,
un'aquila non era, anzi una nottola".


Una voce poco fa: ROF 2013 (L'Italiana in Algeri, 22 Agosto 2013)


Il criminale torna sempre sul luogo del delitto ed eccomi allora di nuovo al Teatro Gioak per la nuova fatica musicale al soldo di:

Mustafà, Alex Esposito
Isabella, Anna Goryachova
Lindoro, Yijie Shi
Taddeo, Mario Cassi
Elvira, Mariangela Sicilia
Zulma, Raffaella Lupinacci
Haly, Davide Luciano

Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna
Maestro del coro, Andrea Faidutti
Direttore, José Ramon Encinar
Regia, Davide Livermore

Una voce poco fa: ROF 2013 parte I (L'occasione fa il ladro, 21 Agosto 2013)



Premessa. Il nostro blog si pone l'obiettivo di essere allegro, perciò farò soltanto un appunto e non mi farò trascinare dall'acredine. Ho deciso (discutibilmente, drasticamente, tutto quel che volete) di non fare parola sul primo spettacolo a cui ho assistito al ROF di quest'anno, il Guillaume Tell perché ho trovato che l'ennesima elucubrazione registica sia stata a dir poco abominevole e che abbia guastato uno spettacolo reso ottimamente la parte musicale. Dopo aver detto che la delusione è stata cocente e che, in poche ore, ho visto andare a rotoli lo spettacolo che avevo atteso di più, mi chiudo in un eloquente "silenzio rossiniano" e spero che mi perdonerete se passo subito ai successivi.
Da questo momento in poi, avrei marciato da sola, perché Aspasia è tornata ai patrii lidi subito dopo Guillaume...

domenica 14 aprile 2013

Una voce poco fa: La Clemenza di Tito

La clemenza di Tito è una delle mie opere preferite. La adoro letteralmente.
Non riesco ancora a capacitarmi di come il buon vecchio Wolfy sia riuscito a creare musica tanto sublime per sei (dico SEI) personaggio diversi. Perché, diciamoci la verità, nella gran parte delle opere, i due o tre ruoli principali vengono omaggiati delle melodie migliori, mentre le parti di fianco si prendono, se va bene, musica costruita solo grazie al mestiere dell'autore (e per questo, spesso, tagliata, a ragione, in molti casi). Non mi pare che questo avvenga per la Clemenza di Tito. Infatti, anche i ruoli minori (Publio, Annio e Servilia) hanno tutti almeno un momento di gloria solitaria, e le arie e duetti a loro assegnati sono, a mio avviso, superiori a quelli che altri autori hanno prodotto per i loro protagonisti. Basti pensare alla deliziosa aria di Servilia, S'altro che lagrime, una delle mie favorite del repertorio sopranile per la sua estrema eleganza, ma anche intensità.

lunedì 18 marzo 2013

Una voce poco fa: La Friulana cadente (Bologna, Der fliegende Holländer, 17 Marzo 2013)

Stavolta l'ho fatta grossa. E se lo dico io, che sono abituata a farne una più di Bertoldo, è vero.
La vostra intraprendente Armida, che se non ha qualcosa da fare se l'inventa (modestamente, sono una maga, no?), ha pensato bene di buscarsi la febbre a due giorni di distanza dalla rappresentazione del suo Der fliegende Holländer, e poco c'è mancato che si facesse saltare lo spettacolo.

mercoledì 13 febbraio 2013

Una voce poco fa: Una delle ultime sere di Carnovale (Macbeth, Bologna, 10 Febbraio 2013)

La farsa deve terminare in tragedia, per cui ho iniziato ricordando uno degli eroi locali nelle vesti del Dottor Balanzone, perché, nonostante tutto, non ho dimenticato che Domenica era pur sempre uno degli ultimi giorni di Carnevale. Per cui saluto di cuore la maschera bolognese prima di arrivare al dunque.


venerdì 24 agosto 2012

Una voce poco fa: Operazione "Non si dà follia maggiore" (ROF 2012) - Matilde di Shabran

Di solito i Salmi finiscono in Gloria. Noi il nostra salmo l'abbiamo invece iniziato in gloria. Non sia mai che le vostre diaboliche blogger siano banali. Eh sì, perché il caso, leggasi la biglietteria, ha deciso che la nostra avventura pesarese sarebbe iniziata col titolo che più di tutti ha attirato la nostra attenzione e ci ha spinte ad invadere con la nostra maestà la città marchigiana.

lunedì 25 giugno 2012

Una voce poco fa: Operazione "Cicciobello" (Le nozze di Figaro, Bologna, 24 Giugno 2012)

La giornata si era preannunciata campale, perché, finalmente, pareva che a Bologna ci fossimo dati appuntamento tutti-ma-proprio-tutti nello stesso tempo e nello stesso luogo: io (costantemente nostalgica della città felsinea), Aspasia (con cui ho potuto sproloquiare prima, durante e dopo la recita), il Michele (credeva che o avremmo lasciato in pace, dopo che per le Nozze di Figaro abbiamo tenuto il final countdown dall’anno scorso? Illuso!), il nostro prediletto Gnagflow Trazom in arte Mozart ma in Italia De Mozartini (figurarsi, da un anno abbiamo aperto il blog e questo è il suo primo spettacolo che recensiamo. Non ne potevamo più di aspettare!) e, soprattutto, LUI: Cicciobello. Confidando che il Michele non abbia una crisi di gelosia, quando sulla locandina ho letto il nome di Bruno Praticò sono partita per la tangente e non sono più tornata... Perché lo ADORO, dal momento in cui la televisione ci ha rifilato un suo Barbiere di Siviglia (Gioak, sei sempre in mezzo!) in cui l’omino caracollava per la scena con una mise da bambolotto che gli ha appiccicato addosso questo nome di battaglia che non si è più staccato. Quando uno fa sketch, non può che colpire nel segno.
Abbiamo pregustato a lungo le delizie di ieri pomeriggio.
Poco prima delle tre, ci siamo messe ordinatamente in fila assieme agli altri avventori fuori dal Comunale.
Ci siamo divise i biglietti.
Ci siamo soffermate con particolare emozione sulla prospettiva di essere in prima fila.
Diavolo, se penso agli affanni e ai palpiti (e ai soldi) che mi sono costati quei biglietti ho ancora un tuffo al cuore! [ESAGETATA!]
Aspasia ha sottolineato il fatto che non era necessario che cercassi di aprirmi un varco per entrare per prima perché «i posti sono numerati e non ce li porta via nessuno!» E tenetelo bene a mente...
Passate le tre.
Aperta baracca.
Confiscato un programma di sala.
Camminata da dive lungo tutta la platea, splendenti di luce propria, collo dritto, muso franco.
Io non mi ero fatta neanche lo scrupolo di controllare che la prima fila fosse effettivamente la nostra, la fila A, perché, a rigor di logica, lì doveva stare.
«Guarda che sulla sedia c’è scritto fila B!» mi avverte Aspasia.
Agguantata la maschera.
Chieste informazioni con finta calma.
«Abbiamo soppresso la prima fila per allungare il palco» (c’erano due ballatoi laterali che passavano sopra l’orchestra per permettere ai cantanti di muoversi fino in platea), «per cui vi abbiamo spostate. Siete in fila I».
Dopo aver sparato il «Grazie» più fasullo di tutta la vita, io e la mia socia abbiamo ripercorso il breve tratto con le orecchie basse come cuccioli tristi... Poi, ovviamente, è partita l’invettiva.
«Una si fa tutta questa strada per la prima fila, e viene sbattuta in un’altra, banalissima a mezza navata?»
Oh, Santa Radegonda, trattienici, se hai il coraggio! Oh, San Petronio, perché ci hai fatto questo? Volevamo prendere atto dei sospiri e dei canti del Michele, e ne siamo state così brutalmente private! Lo sapete cosa sarebbe successo, se per caso si fosse guardato intorno per salutarci, non ci avesse viste e si fosse rifiutato di cominciare senza di noi (e pazienza se in realtà non ci conosce, queste pagine le scrivo io e le scrivo come mi pare)? Avevamo un fumo intorno che la nebbia di Londra è nulla al confronto... Io, fotografa assatanata piuttosto che provetta, non avevo nemmeno la voglia di estrarre il mio canón (macchina fotografica dal mega obiettivo) per immortalare noi stesse e i luoghi intorno...
Poi, nel bene o nel male e nella buona o nella cattiva sorte, le cose non si sono rivelate così tragiche, perché, come ha detto Aspasia quando l’eco dei primi sospiri è arrivato «Il Michele, evidentemente, sospira in maschera!», e non eravamo poi troppo distanti da non riuscire a cogliere le intromissioni del direttore nel cantato. Aspasia «Ma canta più forte di Cherubino!» e io «È più Contessa della Contessa!» Che meraviglia! (se fosse stato il Divo, qui avrei fatto cadere un sospiro svenevole, ma purtroppo Divo non è e di sospiri ce ne sono stati a iosa...)
Devo ammettere che il cambio di posto ha avuto anche un risvolto molto favorevole nel contesto degli strepitosi vicini (che il Signore ce li conservi!), di cui ormai non posso più fare a meno. Accanto a me, si era seduto un signore distinto, sulla sessantina, completamente calvo. Appena è entrato il Michele, anziché limitarsi ad applaudire, ha sbottato «Guarda là, che capelli!»... Invidia? Ma non è stata questa la vetta. Il signore in questione non deve essere habitué dell’opera, o almeno non delle Nozze, perché ha seguito i travestimenti del quarto atto col fiato sospeso. Quando il Conte sorprende la Contessa travestita da Susanna assieme a Cherubino, ha esclamato «Oddio! Che succederà?», e lo stesso schema si è ripetuto per tutti gli altri scambi di persona... È stato bello rivivere con questo illustre sconosciuto la suspance del primo ascolto, che a momenti stavo per dimenticare (io, veterana delle Nozze a cui ho assistito per la prima volta ben dodici anni fa! Vecchia carampana!). E rideva come un bambino...
Di “bambini”, per la verità, intorno a noi ce n’erano parecchi: due signore nella fila retrostante sembravano planate a Bologna direttamente dal Met, perché si sono sganasciate per qualunque trovata o frase, spesso anche quando, apparentemente, non c’era granché da ridere. Ma i vicini ci piacciono così, entusiasti e vivaci!



Esauriti i convenevoli, passo a presentarvi la banda:
Il Conte d’Almaviva, Simone Alberghini
La Contessa d’Almaviva, Carmela Remigio
Susanna, Cinzia Forte
Figaro, Nicola Ulivieri
Cherubino, Marina Comparato
Marcellina, Tiziana Tramonti
Bartolo, Bruno Praticò
Basilio, Mert Süngü
Don Curzio, Saverio Bambi
Barbarina, Cristiana Arcari
Antonio, Nicolò Ceriani
Due contadine, Silvia Calzavara e Roberta Sassi

Orchestra e Coro del Teatro Comunale
Maestro del coro, Lorenzo Fratini
Direttore, Michele Mariotti
Regia, Mario Martone

Il title role Nicola Ulivieri ha portato un scena un valido Figaro, tagliato per la parte e di bello spirito anche se con la tendenza a strafare per dare maggior enfasi alla parola.
La Susanna di Cinzia Forte aveva un’aria un po’ attempata, non sempre impeccabile, ma di bello squillo, e particolarmente interessante nell'aria Deh vieni non tardar.
Il Conte di Simone Alberghini, in uno splendido completo rosso, si è distinto per la sicurezza tecnica e una sana cattiveria, trascinante nell’aria del terzo atto.
Deludente, invece, la Contessa di Carmela Remigio, spesso distaccata e distaccante, con un registro grave rappezzato e una generale mancanza di fiato.
Marina Comparato è stata un simpaticissimo Cherubino, piacevole e fresco, animato dalla verve giovanile e un po’ scomposta che ci vuole per il personaggio.
Divissimo il Bartolo di Bruno Praticò, stavolta non in assetto bambolotto ma copia vivente di Charles Laughton in Testimone d’accusa e non a caso impegnato nel ruolo di consigliere attaccabrighe (gustosissima la Vendetta). Irresistibili poi gli interventi parlati sottovoce.
Tiziana Tramonti che, pur dividendo la scena con Cicciobello-Laughton non aveva niente di Marlene Dietrich, è stata una buona Marcellina, valida pur con alcune imperfezioni e non mutilata dell’aria del quarto atto.
Molto bravo il Basilio del giovane Mert Süngü, che sulle prime ci aveva lasciato un po’ perplesse non per l’esibizione, ma per il nome, che svettava per l’originalità accanto a tanti più comuni. «E dove l’hanno pescato?» ci siamo chieste. Beh, ovunque l’abbiano pescato, hanno fatto bene, perché In quegli anni in cui val poco è stata una vera rivelazione.
Buoni anche Saverio Bambi (Don Curzio, il mio personaggio preferito per la “prolissità” della parte :) ), Cristiana Arcari (Barbarina), Nicolò Ceriani (Antonio.)
Impeccabile la direzione di Michele Mariotti (ma poteva essere altrimenti?), rigogliosamente splendida. Incantevole, in particolare, Non so più cosa son, al punto Parlo d’amor vegliando, che apriva uno scorcio idilliaco.
Consolate, visti gli o tempora che corrono, la regia tradizionale di Martone, che ben rendeva la folle giornata.



Peccato solo doversene andare. La prossima volta, per ricordo, sviterò il numero dietro la poltrona, per dire “io c’ero”... Adesso che sarà di noi, nei cinquatrè uggiosi giorni che ci separano dal prossimo grande evento? Beh. Possiamo lasciare sulle spine voi e non rivelarvi in che cosa consista il grande evento.
Risatazza diabolica.