Oggi questa rubrica accoglie una Manon Lescaut recentemente andata in scena a Mosca, starring Anna Netrebko e il di lei ormai irrinunciabile consorte, Yusif Eyvazov. BUON ASCOLTO!
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sabato 5 novembre 2016
domenica 2 ottobre 2016
30 days of opera: giorno 16 (Armida)
Giorno 16: un'aria che ti piaceva, ma che ora odi.
IL DUETTO DEI FIORI DI LAKME'.
IL DUETTO DEI FIORI DI LAKME'.
martedì 5 luglio 2016
Qualcosa non mi quadra...
Forse saprete meglio di me che, appena torneremo dalle vacanze, proprio il 2 settembre, è previsto in uscita il nuovo album di Anna Netrebko, Verismo. Ora, in attesa del lieto evento, lo scopo di questo post non sarà il solito tentativo di spoglio effettuato sulla base della vocalità e delle (eventuali) precedenti performance del soprano russo in arie o in opere del repertorio verista, ci mancherebbe altro (che non vi salti in testa che in questi anni io sia diventata impropriamente seria), quanto fare una constatazione rapida e forse un po' frivola di ciò che abbiamo già a disposizione di questo album.
lunedì 7 dicembre 2015
Il Grammofono: Giovanna d'Arco
Come ogni anno, cari lettori, vi propongo le mie opinioni sulla trasmissione televisiva (mi domando perché dalla Scala non sia ancora arrivato un invito per le tenutari di questo blog che ci porti ad illuminare con al nostra frizzante presenza la serata... :P) di quello che, piaccia o no, è l'evento legato all'opera lirica di maggior prestigio e interesse, sia per i cultori che per quelli che si avvicinano al genere solo in rare occasioni.
giovedì 10 luglio 2014
giovedì 12 settembre 2013
venerdì 16 marzo 2012
martedì 7 febbraio 2012
Signori di fuori son già i suonatori: Prima o poi doveva succedere
Io l'avevo detto.
Quando si iniziava a parlare di cambio di repertorio verso ruoli più "pensanti" avevo avuto un presentimento.
Quando avevo letto del debutto in Anna Bolena era sorto in me un sospetto.
Quando avevo saputo del Trovatore in preparazione ero stata colta dal dubbio.
Quando sentito di una prossima Manon Lescaut, il dubbio si era ormai tramutato in certezza: prima o poi la canterà!
In realtà, come Armida ben sa, visto il fascino di un ruolo che si porta dietro il fardello di una interprete divina (e di un paio di altre quasi altrettanto mitologiche) e il ben noto gusto della diva di oggi di lanciarsi in ruoli impervi (e spesso, a mio avviso, inadatti, alla sua vocalità, ma che, evidentemente, la attraevano artisticamente), già da un annetto andavo in giro a dire che mi stupiva il fatto che non avesse ancora annunciato il debutto e mi domandavo cosa la inibisse.
Armida rispondeva "la coscienza!", immaginando che la cantante in questione ritenesse il ruolo inadatto ai suoi mezzi.
Ma io restavo convinta della mia idea: prima o poi la canterà!
Quando ieri sera, finalmente, mi è giunta la notizia che le mie congetture non erano del tutto campate in aria, potete immaginarlo, ho gongolato per il mio trionfo.
Quindi...
Rullino i tamburi!
Ho il piacere di annunciarvi (fonte La Cieca) che nel 2016 Anna Netrebko debutterà al Covent Garden nel ruolo di NORMA!
Inutile rimarcare il fatto che la aspetteremo al varco (e magari sopporteremo anche il martirio di una trasferta a Londra), ma con questo non voglio fare facile ironia, sottintendendo che non vediamo l'ora di stroncarla, anzi. Per quanto mi riguarda, considero la Netrebko un'artista le cui prestazioni fino ad oggi, sono state sopravalutate (diciamoci la verità, molte sue scelte di repertorio, Lucia giusto per fare un esempio, sono state sciagurate), ma che ha un notevole potenziale da utilizzare in altri ambiti, segnatamente un repertorio più lirico (non per niente considero Mimì il suo ruolo migliore), dove potrebbe davvero lasciare il segno.
Forse Norma è un'idea un pò "kamikaze", ma credevo che anche Anna Bolena lo fosse. Invece quella di Vienna, pur con i suoi difetti, non è stata affatto male (mentre quella di New York mi è parsa decisamente inferiore).
Speriamo bene!
Intanto io e Armida siamo già partite in quarta per comporre il resto del cast!
Chi sarà Adalgisa? La prima idea sarebbe la Garanca. Forse un po' banale... Ganassi? Koch? Di Donato? Mmm...
E Polione? Dubito che ad Anna verrà affiancato un tenore che frequenta abitualmente il ruolo (un Marcello Giordani, per dire). Propenderei per una scelta più "glamour". Ad esempio potrebbe riformarsi la coppia della Manon londinese con Vittorio Grigolo, oppure la Netrebko potrebbe trascinare con se Jonas Kaufmann, che già (sembra) canterà con lei Trovatore e Manon Lescaut.
NON VEDO L'ORA XD.
Quando si iniziava a parlare di cambio di repertorio verso ruoli più "pensanti" avevo avuto un presentimento.
Quando avevo letto del debutto in Anna Bolena era sorto in me un sospetto.
Quando avevo saputo del Trovatore in preparazione ero stata colta dal dubbio.
Quando sentito di una prossima Manon Lescaut, il dubbio si era ormai tramutato in certezza: prima o poi la canterà!
Armida rispondeva "la coscienza!", immaginando che la cantante in questione ritenesse il ruolo inadatto ai suoi mezzi.
Ma io restavo convinta della mia idea: prima o poi la canterà!
Quando ieri sera, finalmente, mi è giunta la notizia che le mie congetture non erano del tutto campate in aria, potete immaginarlo, ho gongolato per il mio trionfo.
Quindi...
Rullino i tamburi!
Ho il piacere di annunciarvi (fonte La Cieca) che nel 2016 Anna Netrebko debutterà al Covent Garden nel ruolo di NORMA!
Inutile rimarcare il fatto che la aspetteremo al varco (e magari sopporteremo anche il martirio di una trasferta a Londra), ma con questo non voglio fare facile ironia, sottintendendo che non vediamo l'ora di stroncarla, anzi. Per quanto mi riguarda, considero la Netrebko un'artista le cui prestazioni fino ad oggi, sono state sopravalutate (diciamoci la verità, molte sue scelte di repertorio, Lucia giusto per fare un esempio, sono state sciagurate), ma che ha un notevole potenziale da utilizzare in altri ambiti, segnatamente un repertorio più lirico (non per niente considero Mimì il suo ruolo migliore), dove potrebbe davvero lasciare il segno.
Forse Norma è un'idea un pò "kamikaze", ma credevo che anche Anna Bolena lo fosse. Invece quella di Vienna, pur con i suoi difetti, non è stata affatto male (mentre quella di New York mi è parsa decisamente inferiore).
Speriamo bene!
Intanto io e Armida siamo già partite in quarta per comporre il resto del cast!
Chi sarà Adalgisa? La prima idea sarebbe la Garanca. Forse un po' banale... Ganassi? Koch? Di Donato? Mmm...
E Polione? Dubito che ad Anna verrà affiancato un tenore che frequenta abitualmente il ruolo (un Marcello Giordani, per dire). Propenderei per una scelta più "glamour". Ad esempio potrebbe riformarsi la coppia della Manon londinese con Vittorio Grigolo, oppure la Netrebko potrebbe trascinare con se Jonas Kaufmann, che già (sembra) canterà con lei Trovatore e Manon Lescaut.
NON VEDO L'ORA XD.
venerdì 9 dicembre 2011
Il grammofono: Don Giovanni o quello che era...
Oggi sono indiavolata come vuole il nostro titolo: son due giorni che rifletto su quella boiata che è stata la prima alla Scala di quest’anno e non riesco a trovare una definizione migliore che TRUFFA!
Già da un paio d’anni (dalla Carmen la cui regia era poco meglio di questa – più animata, per lo meno) il mio cavallo di battaglia è diventato: una volta non si entrava alla Scala se non ci si chiamava Maria Callas e adesso non ci entra se non ci si chiama Erwin Schrott. Riferimento non del tutto casuale visto che quest’anno ad inaugurare la stagione c’era sua moglie/amante/pubblica concubina (sono anni che ci chiediamo se Schrott e l’Annina Netrebko siano sposati o no. Un giorno, sospetto anche loro si chiederanno una volta per tutte se «Son tue cifre?»). Bando ai pettegolezzi, poiché del cast che ci hanno proposto salverei (ampiamente, aggiungo) solo il protagonista (cosa in cui il regista mi ha assecondata con una licenza clamorosa) e la Frittoli, sono piuttosto indignata per la scelta degli altri interpreti: non c’era nessuno di meglio? Un Masetto un po' più aggraziato? Un Commendatore distinto? Un Leporello che non sembrasse ubriaco (ma questo poveretto ha cantato con la Bartoli e non si esce immuni da esperienze del genere)? Una Zerlina che non facesse accapponare la pelle? Un don Ottavio con un minimo di coscienza? Una donna Anna che non cantasse dall’inizio alla fine come se masticasse chewing gum (stonando a piacere)?
Anche la direzione è stata al di sotto delle mie aspettative, con tempi da far invidia a una Ferrari, ma ho trovato esagerati i fischi rivolti alla fine a Baremboim, non fosse che per il fatto che sono stati più abbondanti per lui che per il regista, il vero delinquente. Suppongo che il povero Baremboim non ne potesse più neppure lui di questo scempio, perciò ha cercato di finirla il più alla svelta possibile.
Non sono abituata a fare paragoni fra produzioni, perché penso che ognuna dovrebbe essere presa in se stessa, che ognuna ha dei punti positivi e dei punti negativi. Tuttavia, il mio pensiero è andato con struggente malinconia alla prima del 1987: un innocuo Don Giovanni che seguiva pedissequamente (e gradevolissimamente) il libretto, con una donna Anna del calibro della Gruberova e Muti sul podio. In neanche venticinque anni siamo decaduti di brutto...
Anzitutto, questa storia del teatro nel teatro mi lascia alquanto perplessa: non è un’idea nuova e credo che ne abbiamo tutti le scatole piene... Almeno, se dobbiamo seguire la moda, seguiamola nel bene, non nel male. Tutto ciò che posso dire di questa regia è che è stata assolutamente triste e, per una che riverisce il compositore e il librettista prima di un qualunque regista pacchiano, sacrilega. Anzitutto, l’idea di considerare don Giovanni un innocente traviato è opinabile, soprattutto perché quest’innocenza si basa sull’assunto che le tre donne dell’opera, vipere insidiose, non lascino al protagonista altra scelta che agire come agisce. Vorrei sottolineare che, se lui non fosse andato a pestare loro la coda, non sarebbe accaduto niente e che la sua natura è chiaramente evidente dai recitativi con Leporello, un servo e perciò incapace di frenare il suo padrone, a cui oltretutto ammicca durante la mascherata con donna Elvira.
Esordio: un accattivante Leporello in tenuta dimessa si presenta sul retro di un teatro, come si nota dalla scena girata da comparse in tenuta da tecnici. Anziché imprecare contro i privilegi nobiliari che permettono al padrone di spassarsela, Leporello si sarebbe sentito più a suo agio criticando un sovrintendente.
Ovviamente, don Giovanni nel frattempo se ne sta a letto con donna Anna, che stavolta è più bendisposta delle precedenti. La Netrebko ha i capelli scuri arricciati in piega Marilyn Monroe e mi aspettavo che attaccasse da un momento all’altro Diamonds are a girl’s best friends (così forse avrebbe concluso qualcosa di buono?).
Il Commendatore arriva come un divo, infrachettato e con bastone da passeggio, e probabilmente si arrabbia con don Giovanni non perché stava seducendo sua figlia, ma perché adesso era costretto a sfidarlo e a rovinarsi una serata allegra.
Povera donna Elvira! Già nell’abominevole Don Giovanni di Trieste era entrata in impermeabile (copia esatta di quello che indossava la nostra professoressa di Greco quasi settantenne), ma quello manteneva una certa sobrietà. Questo propinato alla povera Frittoli era a quadretti. Si vede che donna Elvira aveva tanta fretta di inseguire don Giovanni da mettere la prima cosa che avesse trovato e precipitarsi fuori (infatti, toltasi il soprabito, rimane in sottoveste).
Ma in Ispagna son già mille e tre: il non picciol libro (attenzione, prego: non picciol, cioè in quarto, massimo in ottavo, e libro, oggetto di materiale cartaceo o pergameneaceo che si può agevolmente portare in una borsa) è diventato una gigantesca parete su cui le avventure amorose del don sono segnate con stanghette tagliate... Comodo, visto e considerato che questi due hanno girato mezza Europa.
Poi vengono Zerlina e Masetto, di bianco vestiti per appaiarli, così come donna Anna e don Ottavio sono in nero e donna Elvira e Leporello (nel secondo atto) sono in rosso. A parte questo richiamo, se mio marito lo sventurato giorno del nostro matrimonio si presentasse vestito di bianco credo che lo pianterei sull’altare. Ma è inutile cercare la creanza in un circo.
Alla fine del primo atto, tutti sono in rosso... Rosso passione, presumo. Belli i vestiti delle donne, che rimandavano quasi all’epoca dell’ambientazione originaria. Sbandamento di brevissima durata: per il finale, eccole riprendere le loro sottovesti chiare o scure.
Il secondo atto si apre con donna Elvira che sospira non da un normale balcone, ma da un pertugio nel sipario. Tutto il mondo è teatro, caro il mio Shakespeare... E infatti, dopo che la cameriera di donna Elvira a cui puntava don Giovanni è scesa da lui, i due si accomodano sul palco e seguono il resto dell’atto come spettatori (o meglio, visto che è don Giovanni a muovere la macchina, come un regista che si pasce dell’opera sua).
Il Commendatore è stato spedito a cantare da un cimitero al palco reale, con somma gioia delle due cariatidi che aveva ai fianchi, Monti e Napolitano. La domanda è: perché? Spieghiamo il regista la differenza fra palco reale e palcoscenico; ne avremo tutti dei vantaggi.
Con Aspasia, riflettevo su quanto fosse chic e al contempo strano, che un fantasma gironzoli in frac, ma lei mi ha fatto giustamente notare che alla prima alla Scala si va eleganti.
La cena. Niente orchestra sul palco, ingombrato da un’enorme tavola che raggiungeva le quinte. Visto che don Giovanni cenava solo soletto nel mezzo, il resto era tristemente vuoto... Finché non compare donna Elvira, improvvisata cubista, che balza sul tavolo e canta da lassù, tipo gli ubriachi in osteria. Olè!
Per non parlare del finale, drasticamente cambiato a favore di don Giovanni, che è l’unico che non precipita negli inferi! Non ci sono parole... E non ce ne sono perché non è il caso di spenderne per una stupidaggine che, discussa, assumerebbe maggior importanza di quella che ha. Meglio passarla sotto silenzio e avere pietà dei posteri, poiché dai registi noi non ne otterremo.
Già da un paio d’anni (dalla Carmen la cui regia era poco meglio di questa – più animata, per lo meno) il mio cavallo di battaglia è diventato: una volta non si entrava alla Scala se non ci si chiamava Maria Callas e adesso non ci entra se non ci si chiama Erwin Schrott. Riferimento non del tutto casuale visto che quest’anno ad inaugurare la stagione c’era sua moglie/amante/pubblica concubina (sono anni che ci chiediamo se Schrott e l’Annina Netrebko siano sposati o no. Un giorno, sospetto anche loro si chiederanno una volta per tutte se «Son tue cifre?»). Bando ai pettegolezzi, poiché del cast che ci hanno proposto salverei (ampiamente, aggiungo) solo il protagonista (cosa in cui il regista mi ha assecondata con una licenza clamorosa) e la Frittoli, sono piuttosto indignata per la scelta degli altri interpreti: non c’era nessuno di meglio? Un Masetto un po' più aggraziato? Un Commendatore distinto? Un Leporello che non sembrasse ubriaco (ma questo poveretto ha cantato con la Bartoli e non si esce immuni da esperienze del genere)? Una Zerlina che non facesse accapponare la pelle? Un don Ottavio con un minimo di coscienza? Una donna Anna che non cantasse dall’inizio alla fine come se masticasse chewing gum (stonando a piacere)?
Anche la direzione è stata al di sotto delle mie aspettative, con tempi da far invidia a una Ferrari, ma ho trovato esagerati i fischi rivolti alla fine a Baremboim, non fosse che per il fatto che sono stati più abbondanti per lui che per il regista, il vero delinquente. Suppongo che il povero Baremboim non ne potesse più neppure lui di questo scempio, perciò ha cercato di finirla il più alla svelta possibile.
Non sono abituata a fare paragoni fra produzioni, perché penso che ognuna dovrebbe essere presa in se stessa, che ognuna ha dei punti positivi e dei punti negativi. Tuttavia, il mio pensiero è andato con struggente malinconia alla prima del 1987: un innocuo Don Giovanni che seguiva pedissequamente (e gradevolissimamente) il libretto, con una donna Anna del calibro della Gruberova e Muti sul podio. In neanche venticinque anni siamo decaduti di brutto...
Anzitutto, questa storia del teatro nel teatro mi lascia alquanto perplessa: non è un’idea nuova e credo che ne abbiamo tutti le scatole piene... Almeno, se dobbiamo seguire la moda, seguiamola nel bene, non nel male. Tutto ciò che posso dire di questa regia è che è stata assolutamente triste e, per una che riverisce il compositore e il librettista prima di un qualunque regista pacchiano, sacrilega. Anzitutto, l’idea di considerare don Giovanni un innocente traviato è opinabile, soprattutto perché quest’innocenza si basa sull’assunto che le tre donne dell’opera, vipere insidiose, non lascino al protagonista altra scelta che agire come agisce. Vorrei sottolineare che, se lui non fosse andato a pestare loro la coda, non sarebbe accaduto niente e che la sua natura è chiaramente evidente dai recitativi con Leporello, un servo e perciò incapace di frenare il suo padrone, a cui oltretutto ammicca durante la mascherata con donna Elvira.
Esordio: un accattivante Leporello in tenuta dimessa si presenta sul retro di un teatro, come si nota dalla scena girata da comparse in tenuta da tecnici. Anziché imprecare contro i privilegi nobiliari che permettono al padrone di spassarsela, Leporello si sarebbe sentito più a suo agio criticando un sovrintendente.
Ovviamente, don Giovanni nel frattempo se ne sta a letto con donna Anna, che stavolta è più bendisposta delle precedenti. La Netrebko ha i capelli scuri arricciati in piega Marilyn Monroe e mi aspettavo che attaccasse da un momento all’altro Diamonds are a girl’s best friends (così forse avrebbe concluso qualcosa di buono?).
Il Commendatore arriva come un divo, infrachettato e con bastone da passeggio, e probabilmente si arrabbia con don Giovanni non perché stava seducendo sua figlia, ma perché adesso era costretto a sfidarlo e a rovinarsi una serata allegra.
Povera donna Elvira! Già nell’abominevole Don Giovanni di Trieste era entrata in impermeabile (copia esatta di quello che indossava la nostra professoressa di Greco quasi settantenne), ma quello manteneva una certa sobrietà. Questo propinato alla povera Frittoli era a quadretti. Si vede che donna Elvira aveva tanta fretta di inseguire don Giovanni da mettere la prima cosa che avesse trovato e precipitarsi fuori (infatti, toltasi il soprabito, rimane in sottoveste).
Ma in Ispagna son già mille e tre: il non picciol libro (attenzione, prego: non picciol, cioè in quarto, massimo in ottavo, e libro, oggetto di materiale cartaceo o pergameneaceo che si può agevolmente portare in una borsa) è diventato una gigantesca parete su cui le avventure amorose del don sono segnate con stanghette tagliate... Comodo, visto e considerato che questi due hanno girato mezza Europa.
Poi vengono Zerlina e Masetto, di bianco vestiti per appaiarli, così come donna Anna e don Ottavio sono in nero e donna Elvira e Leporello (nel secondo atto) sono in rosso. A parte questo richiamo, se mio marito lo sventurato giorno del nostro matrimonio si presentasse vestito di bianco credo che lo pianterei sull’altare. Ma è inutile cercare la creanza in un circo.
Alla fine del primo atto, tutti sono in rosso... Rosso passione, presumo. Belli i vestiti delle donne, che rimandavano quasi all’epoca dell’ambientazione originaria. Sbandamento di brevissima durata: per il finale, eccole riprendere le loro sottovesti chiare o scure.
Il secondo atto si apre con donna Elvira che sospira non da un normale balcone, ma da un pertugio nel sipario. Tutto il mondo è teatro, caro il mio Shakespeare... E infatti, dopo che la cameriera di donna Elvira a cui puntava don Giovanni è scesa da lui, i due si accomodano sul palco e seguono il resto dell’atto come spettatori (o meglio, visto che è don Giovanni a muovere la macchina, come un regista che si pasce dell’opera sua).
Il Commendatore è stato spedito a cantare da un cimitero al palco reale, con somma gioia delle due cariatidi che aveva ai fianchi, Monti e Napolitano. La domanda è: perché? Spieghiamo il regista la differenza fra palco reale e palcoscenico; ne avremo tutti dei vantaggi.
Con Aspasia, riflettevo su quanto fosse chic e al contempo strano, che un fantasma gironzoli in frac, ma lei mi ha fatto giustamente notare che alla prima alla Scala si va eleganti.
La cena. Niente orchestra sul palco, ingombrato da un’enorme tavola che raggiungeva le quinte. Visto che don Giovanni cenava solo soletto nel mezzo, il resto era tristemente vuoto... Finché non compare donna Elvira, improvvisata cubista, che balza sul tavolo e canta da lassù, tipo gli ubriachi in osteria. Olè!
Per non parlare del finale, drasticamente cambiato a favore di don Giovanni, che è l’unico che non precipita negli inferi! Non ci sono parole... E non ce ne sono perché non è il caso di spenderne per una stupidaggine che, discussa, assumerebbe maggior importanza di quella che ha. Meglio passarla sotto silenzio e avere pietà dei posteri, poiché dai registi noi non ne otterremo.
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mercoledì 7 dicembre 2011
Il grammofono: L'occasione sprecata ossia Don Giovanni
Eccoci qui. L'evento tanto atteso (ma anche no...) si è consumato e adesso sono qui a tirare le somme con le immagini della serata ancora fresche nella mia mente.
Non starò qui ad elencare le trovate, alle volte assurde, alle volte del tutto inutili, che si sono susseguite sulla scena, darei troppo immeritato spazio a questi moderni despoti teatrali che fanno solo del male a quest'arte.
Partiamo dalla regia, così mi tolgo qualche sassolino dalle scarpe: E' ORA DI FINIRLA!!!
Non ne posso più di questi registi pseudo geniali che spadroneggiano nei teatri d'opera neanche fossero degli dei discesi in terra ad aprire gli occhi a noi poveri spettatori imbecilli e ad imporre le loro visioni (nella maggior parte dei casi) assurde dei melodrammi ai cantanti. BASTA! Se Carsen (e con lui moltissimi colleghi) è convinto del fatto che Da Ponte spieghi male la vicenda di Don Giovanni nel suo libretto, ne scriva uno nuovo e la smetta di manipolare quello esistente! Dov'è il rispetto per l'autore?! Dov'è il rispetto per una costruzione geniale (e il libretto del Don Giovanni, con buona pace dei cari registi, lo è) che per secoli ha affascinato centinaia di migliaia di spettatori?! Trovo inammissibile che al giorno d'oggi, per capire quello che sta succedendo in scena, il pubblico sia costretto a leggere pagine e pagine del programma di sala in cui il regista spiega la sua visione, che a suo avviso dovrebbe essere chiarificatrice! Se ha bisogno di ulteriori spiegazioni non è chiarificatrice per niente! Spesso ci si barrica dietro alla scusa che "la musica di Mozart (o dell'autore di turno) vada da un altra parte". Ebbene, se all'epoca ha deciso di adottarlo, si vede che libretto gli andava bene così...
Veniamo ora al canto.
Anche da questo punto di vista la serata non è stata delle più esaltanti.
L'attesissima Anna Netrebko si è comportata bene, ma non benissimo. La voce è splendida, ma quando sale perde il suo smalto, ogni tanto (in particolare nel primo atto) l'intonazione oscilla e le prese di fiato sono un po' troppo frequenti, ma in generale, tiene. Cerca di sfumare e di interpetare: a volte ci riesce, altre va a vuoto e risulta monotona. L'indiscusso carisma la "salva" e le sua prova, a conti fatti, risulta discreta (ma da una delle primedonne del momento, obiettivamente, ci si aspetterebbe di più).
La cantante di casa, Barbara Frittoli si è dimostrata il miglior elemento del cast. La voce, di timbro piacevole e ben emessa, si piega ad una resa del personaggio (cavallo di battaglia del soprano) molto coinvolgente. L'unico appunto si potrebbe fare su qualche grave leggermente traballante, ma la prestazione resta comunque splendida (e in miglioramento rispetto alla comunque ottima prova offerta nell'HD dal Met, sempre in Donna Elvira).
Zerlina (Anna Prohaska) è stata decisamente la peggiore della serata. Batti, batti insipido e Vedrai carino pieno di errori: intonazione, gravi sguaiati, acuti metallici, recitativi parlati... Non ci siamo proprio...
Vocalmente molto buono il Don Giovanni di Peter Mattei che sfoggia una voce bella e calda e una buona emissione. La dizione è corretta e solo nella travolgente Fin ch'han dal vino perde leggermente il filo del discorso. Peccato però che il suo Don sembri poco un diabolico seduttore e molto di più un bonaccione, un Figaro rossiniano. Ciò nonostante i copiosi applausi ricevuti sono stati più che meritati.
Terfel, presta a Leporello una voce arida di colori, a tratti con suoni fissi, e la definizione del personaggio non mi convince del tutto (ma forse la colpa non è del tutto sua). Ricordo sue interpretazioni precedenti più di mio gusto: forse Mozart non rientra più nel suo repertorio ideale.
Masetto (Štefan Kocán), pur meno disastroso, è degno compagno dell'amata Zerlina. Dovrebbe essere un GIOVANE sposo, non un'orco con voce cavernosa.
Giuseppe Filianoti fatica enormenente nei panni di Don Ottavio. La voce è tirata, gli acuti sono rigidi e fibrosi e l'intonazione sembra un miraggio; mancano la nobilà e l'eleganza del personaggio. Se Dalla sua pace non brilla per intensità, Il mio tesoro è un vero e propro calvario. A sua parziale discolpa va detto che Baremboim adotta adotta un tempo forsennato che lo manda letteralmente in crisi nelle agilità.
Molto buono, infine, il Commendatore di Kwangchul Youn.
Baremboim arriva in fondo abbastanza bene, ma con scarsissima ispirazione.
Per concludere, una piccola considerazione: la Scala si fregia, a torto o a ragione, di essere il più grande teatro d'opera al mondo. Quindi, l'inaugurazione della sua stagione dovrebbe portare in scena quanto di meglio offra il panorama operistico contemporaneo. Servono le grandi voci, una grande bacchetta, coro e orchestra tirati a lucido e un titolo che possa consentire agli interpreti di mettere in mostra il meglio di se. Stasera è successo questo? Non credo. Il titolo scelto non dimostra eccessiva fantasia (anche perché si è visto alla Scala poco più di un anno fa, se non sbaglio), ma non si può negare la presa che quest'opera ha sul pubblico. Abbiamo avuto una primadonna di grido, che forse, però, non è stata impiegata nel suo ruolo migliore ( in quel caso ci sarebbe voluta una scelta più "coraggiosa" e originale; ad esempio Iolanta...). Stesso discorso vale per il direttore. Si dirà che in origine era prevista un'altra opera (la Netrebko, anni fa, aveva firmato per Lucia di Lammermoor, salvo poi toglierla dal proprio repertorio), ma, visto che comunque per allestire questa non si è certo andati al risparmio, non si poteva fare qualcosa di meglio? E' quindi l'evento "prima alla Scala" ridotto alla sola mondanità? L'obiettivo non è più mostrare il teatro al massimo del suo splendore? E' questo il meglio possibile per la Scala? Io non credo proprio. Poche settimane fa sono stata alla Scala e ho assistito ad uno spettacolo che su queste pagine ho definito storico. QUELLO era un evento! Se ci si è riusciti in novembre, perché a dicembre è impossibile? Visto che le possibilità ci sono si poteva e si DOVEVA fare di meglio.
Resta l'amaro in bocca.
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giovedì 18 agosto 2011
Il grammofono: Das gipfeltreffen der stars - Fotoromanzo
A grande richiesta ecco a voi il racconto per immagini dei momenti salienti della serata!
"Madamina, il catalogo è questo"
Sì, di postalmarket... O forse cerca un modo decente per aggiustarsi i capelli...
"Un bel dì vedremo"

Qualcosa di brutto, evidentemente.
Anna Netrebko: "Adesso scappo"
"Manon"
La Monaca di Monza (cit. Alucard)

Manon: "Ooooh finiscila! La tonaca ti sta male! Vieni via con me! Daiiiiii!"

Des Grieux: "Pussa via!"

Jonas Kaufmann: "Ma guarda tu cosa mi tocca fare..."
Des Grieux: "E adesso che fa? Mi soffoca? Meglio farsi prete..."

Anna Netrebko "Psss Dove andiamo a cena?"

Erwin Schrott: "Ma Anna! Almeno sta attenta!"
Poteva sporcargli la camicia! E poi la moglie chi la sente?!
"Qual voluttà!" - Lombardi alla prima crociata

Erwin "Non me lo ricordavo così..."
Anna ed Erwin "Che sonno..."
"Mamma, quel vino è generoso"

Turiddu "... e ne ho bevuto troppo! Devo andare in bagnoooo!"
"D'amor sull'ali rosee"
Leonora "Sento mancarmi..."
Anna "Dai, veloci! Non ne posso puù di queste scarpe!!!"

Jonas "Mi sono tenuto a distanza di sicurezza. Stavolta non mi frega!"
CONTENUTI SPECIALI
Ein Prosit!
Teutoniche Carampane!
Violinista
Teutonico Presentatore!
Cliccando sulle foto ne otterrete una versione ingrandita.
Ringrazio sentitamente il nostro fedele lettore Alucard per avermi fornito la maggior parte delle foto!
Ps. Mi scuso per l'impaginazione, ma blogger oggi fa i capricci
"Madamina, il catalogo è questo"
Sì, di postalmarket... O forse cerca un modo decente per aggiustarsi i capelli...
"Un bel dì vedremo"

Qualcosa di brutto, evidentemente.
Anna Netrebko: "Adesso scappo"
"Manon"
La Monaca di Monza (cit. Alucard)

Manon: "Ooooh finiscila! La tonaca ti sta male! Vieni via con me! Daiiiiii!"

Des Grieux: "Pussa via!"

Jonas Kaufmann: "Ma guarda tu cosa mi tocca fare..."
Des Grieux: "E adesso che fa? Mi soffoca? Meglio farsi prete..."

Anna Netrebko "Psss Dove andiamo a cena?"

Erwin Schrott: "Ma Anna! Almeno sta attenta!"
Poteva sporcargli la camicia! E poi la moglie chi la sente?!
"Qual voluttà!" - Lombardi alla prima crociata

Erwin "Non me lo ricordavo così..."
Anna ed Erwin "Che sonno..."
"Mamma, quel vino è generoso"

Turiddu "... e ne ho bevuto troppo! Devo andare in bagnoooo!"
"D'amor sull'ali rosee"
Leonora "Sento mancarmi..."
Anna "Dai, veloci! Non ne posso puù di queste scarpe!!!"

Jonas "Mi sono tenuto a distanza di sicurezza. Stavolta non mi frega!"
CONTENUTI SPECIALI
Ein Prosit!
Ha sbagliato concerto...
Teutoniche Carampane!
Violinista
Teutonico Presentatore!
Cliccando sulle foto ne otterrete una versione ingrandita.
Ringrazio sentitamente il nostro fedele lettore Alucard per avermi fornito la maggior parte delle foto!
Ps. Mi scuso per l'impaginazione, ma blogger oggi fa i capricci
mercoledì 17 agosto 2011
Il grammofono: DAS GIPFELTREFFEN DER STARS
Das gipfeltreffen der stars, questo è il titolo altisonante del concerto che ieri sera Anna Netrebko, Erwin Schrott e Jonas Kaufmann hanno tenuto al Waldbühne. In poche parole si è trattato dell'evento trash dell'anno XD.
Ecco a voi il programma:
Bedřich Smetana
Die verkaufte Braut
Ouvertüre
Wolfgang Amadeus Mozart
Don Giovanni
Madamina, il catalogo è questo
Registerarie des Leporello 1. Akt
Erwin Schrott
Giacomo Puccini
Madama Butterfly
Un bel dì vedremo
Arie der Cio-Cio-San 2. Akt
Anna Netrebko
Amilcare Ponchielli
La Gioconda
Cielo e mar
Arie des Enzo 2. Akt
Jonas Kaufmann
Astor Piazzolla
Oblivion
Erwin Schrott, Klemen Leben (Bandoneon), Marcel Javorček (Klavier)
Jules Massenet
Manon
Magnificat ... Toi! Vous! – Oui, c’est moi
Duett 3. Akt Manon, Des Grieux
Anna Netrebko, Jonas Kaufmann & Chor
Giacomo Puccini
Madama Butterfly
Summchor 2. Akt
Giuseppe Verdi
I lombardi alla prima crociata
Qual voluttà!
Terzett 3. Akt Giselda, Oronte, Pagano
Anna Netrebko, Jonas Kaufmann, Erwin Schrott
- PAUSE -
Giuseppe Verdi
La forza del destino
Ouvertüre
Giuseppe Verdi
Macbeth
Come dal ciel precipita
Arie des Banco 2. Akt
Erwin Schrott
Giuseppe Verdi
Il trovatore
D’amor sull’ali rosee ... Miserere … Tu vedrai che amore in terra
Szene der Leonora 4. Akt (mit Manrico und Mönchen)
Anna Netrebko, Jonas Kaufmann & Herrenchor
Giacomo Puccini
Manon Lescaut
Intermezzo sinfonico
Pietro Mascagni
Cavalleria rusticana
Mamma, quel vino è generoso
Arie des Turiddu
Jonas Kaufmann
Gerónimo Giménez
La boda de Luis Alonso
Intermedio
Pablo Sorozábal
La tabernera del puerto
Despierta negro
Romanze des Simpson 2. Akt
Erwin Schrott & Herrenchor
Richard Tauber
Der singende Traum
Du bist die Welt für mich
Jonas Kaufmann
George Gershwin
Porgy and Bess
Bess, You Is My Woman Now
Duett Porgy – Bess 2. Akt
Anna Netrebko & Erwin Schrott
Astor Piazzolla
Los pájaros perdidos
Erwin Schrott, Klemen Leben (Bandoneon), Marcel Javorček (Klavier)
Georges Bizet
Carmen
Vorspiel 4. Akt: Aragonaise
Charles Gounod
Faust
Alerte, alerte, ou vous êtes perdus!
Terzett 5. Akt: Marguerite, Faust, Méphistophélès (ohne Chor!)
Anna Netrebko, Jonas Kaufmann, Erwin Schrott
Onestamente mi sarei aspettata qualcosa di più nazionalpopolare per garantirsi l'applauso facile. Invece sono state fatte scelte meno scontate, ma non per questo ci siamo fatti mancare attimi di kitsch allo stato puro (e meno male, noi volevamo quello XD)!
La location è in se molto affascinante: un'enorme arena all'aperto in mezzo ai boschi, affacciata su Berlino, le cui luci notturne si scorgono in lontananza. L'ampio palco è sovrastato una una sorta di grande lampadario con luci cangianti...
Apre le danze la Prager Philharmonie diretta da Marco Armiliato (non commenterò i brani sinfonici perché nello streaming che ho visto ieri sono stati tagliati e non ho ancora trovato registrazioni in rete).
Poi Schrott, che da poco sfoggia una terrificante chioma ossigenata, canta l'aria del catalogo del Don Giovanni mozartiano. Già dall'attacco capiamo l'andazzo: mugugni, mossette, versi vari, parlato e poco canto (e anche quello mal fatto e gigioneggiante). Quest'aria si presta certamente a "fare scena", ma servirebbe anche la voce...
Nel corso della serata ci propone, inoltre, tre tanghi (e un quarto come bis) tratti dal suo recente disco e "Come dal ciel precipita", dal Macbeth di Verdi, scelta un pò al di sopra delle sue possibilità...
La di lui consorte, fasciata in un vestito che, se fosse stato di un altro colore, mi sarebbe piaciuto, ma giallo proprio non si poteva vedere XD (per fortuna poi passa ad un più elegante blu scuro), canta "Un bel dì vedremo". È la solita Netrebko: bel timbro, alcuni suoni ingolati, la perenne sensazione che stia cantando con la bocca piena... Recitazione sempre uguale a se stessa: che canti Susanna, Anna Bolena, Lucia di Lammermoor o Butterfly sempre mani appoggiate sul davanti del vestito, sguardi "ammalianti" e movimenti di scatto della testa [potete fare un copia e incolla mentale di quest'osservazione, vale per tutte le sue apparizioni durante la serata]. La voce è bella, il brano è noto e piace. Canta le note abbastanza bene, ma se non fosse la Netrebko, dubito che riceverebbe tanti applausi. Il duetto dalla Manon con Kaufmann è più o meno sulla stessa falsariga (solo che io ruolo si addice meglio alla sua espressione base XD). Le espressioni che ogni tanto scappano al tenore durante al duetto lasciano intendere che Des Grieux forse preferirebbe i voti a Manon, peccato che il librettista abbia avuto idee diverse... Finale con bacio di rito, giusto per lasciare in faccia al malcapitato Jonas una bella macchia di rossetto rosso (in tutto simile al trucco che sfoggia solitamente durante il finale di Tosca o Werther) e creare un siparietto con Schrott che arriva sul palco con un fazzolettino di carta per struccare il collega.
Il suo brano migliore, devo dirlo, a sorpresa, è stata l'aria dal Trovatore. La cara Anna emette i trilli meglio adesso di quando cantava belcanto! Pur restando fedele a se stessa canta piuttosto bene e ci mette anche un po' di pathos: potrebbe essere un buon viatico per il prossimo debutto (previsto per il 2013, se non sbaglio, proprio al fianco di Kaufmann che anche qui canta con lei).
Il bis è... rullo di tamburi... La sempre stucchevole "Oh mio babbino caro". Calantina...
Dulcis in fundo, Kaufmann si presenta con "Ciel e mar" dalla Gioconda di Ponchielli (presente anche nel suo recente cd dedicato al verismo). Ammetto di non amare particolarmente il verismo, ma quest'aria è una di quelle che "digerisco" meglio. Splendido timbro scuro, belle mezzevoci (qualcuna leggermente spoggiata, ma gliela abbuoniamo), acuti fulminanti, trasporto e partecipazione drammatica. Stesso discorso per l'aria della "Cavalleria", solo che questa proprio non la reggo...
Come bis propone "Freude, das leben ist lebenswert", a mio avviso il punto più alto della serata (a parte un attacco anticipato rispetto all'orchestra...) e decisamente il brano più adatto al contesto, e infatti il pubblico si fa sentire.
Di certo il più sobrio dei tre: movimenti essenziali e smoking d'ordinaza. Così si fa!
I nostri eroi hanno anche ben pensato di offrirci non uno, ma ben due trii. Sia nel caso dei "Lombardi" che in quello di "Faust" la sensazione era che si cantasse ognuno per se e Dio per tutti. Qualche momento di maggiore ispirazione nel secondo (si nota che Kaufmann l'ha già cantato e lo riprenderà a breve). Vorrei tanto capire le risate alla fine....
Per farvi meglio un'idea della serata, su questo canale trovate tutti i brani cantati. Buona visione!
Ecco a voi il programma:
Bedřich Smetana
Die verkaufte Braut
Ouvertüre
Wolfgang Amadeus Mozart
Don Giovanni
Madamina, il catalogo è questo
Registerarie des Leporello 1. Akt
Erwin Schrott
Giacomo Puccini
Madama Butterfly
Un bel dì vedremo
Arie der Cio-Cio-San 2. Akt
Anna Netrebko
Amilcare Ponchielli
La Gioconda
Cielo e mar
Arie des Enzo 2. Akt
Jonas Kaufmann
Astor Piazzolla
Oblivion
Erwin Schrott, Klemen Leben (Bandoneon), Marcel Javorček (Klavier)
Jules Massenet
Manon
Magnificat ... Toi! Vous! – Oui, c’est moi
Duett 3. Akt Manon, Des Grieux
Anna Netrebko, Jonas Kaufmann & Chor
Giacomo Puccini
Madama Butterfly
Summchor 2. Akt
Giuseppe Verdi
I lombardi alla prima crociata
Qual voluttà!
Terzett 3. Akt Giselda, Oronte, Pagano
Anna Netrebko, Jonas Kaufmann, Erwin Schrott
- PAUSE -
Giuseppe Verdi
La forza del destino
Ouvertüre
Giuseppe Verdi
Macbeth
Come dal ciel precipita
Arie des Banco 2. Akt
Erwin Schrott
Giuseppe Verdi
Il trovatore
D’amor sull’ali rosee ... Miserere … Tu vedrai che amore in terra
Szene der Leonora 4. Akt (mit Manrico und Mönchen)
Anna Netrebko, Jonas Kaufmann & Herrenchor
Giacomo Puccini
Manon Lescaut
Intermezzo sinfonico
Pietro Mascagni
Cavalleria rusticana
Mamma, quel vino è generoso
Arie des Turiddu
Jonas Kaufmann
Gerónimo Giménez
La boda de Luis Alonso
Intermedio
Pablo Sorozábal
La tabernera del puerto
Despierta negro
Romanze des Simpson 2. Akt
Erwin Schrott & Herrenchor
Richard Tauber
Der singende Traum
Du bist die Welt für mich
Jonas Kaufmann
George Gershwin
Porgy and Bess
Bess, You Is My Woman Now
Duett Porgy – Bess 2. Akt
Anna Netrebko & Erwin Schrott
Astor Piazzolla
Los pájaros perdidos
Erwin Schrott, Klemen Leben (Bandoneon), Marcel Javorček (Klavier)
Georges Bizet
Carmen
Vorspiel 4. Akt: Aragonaise
Charles Gounod
Faust
Alerte, alerte, ou vous êtes perdus!
Terzett 5. Akt: Marguerite, Faust, Méphistophélès (ohne Chor!)
Anna Netrebko, Jonas Kaufmann, Erwin Schrott
Onestamente mi sarei aspettata qualcosa di più nazionalpopolare per garantirsi l'applauso facile. Invece sono state fatte scelte meno scontate, ma non per questo ci siamo fatti mancare attimi di kitsch allo stato puro (e meno male, noi volevamo quello XD)!
La location è in se molto affascinante: un'enorme arena all'aperto in mezzo ai boschi, affacciata su Berlino, le cui luci notturne si scorgono in lontananza. L'ampio palco è sovrastato una una sorta di grande lampadario con luci cangianti...
Apre le danze la Prager Philharmonie diretta da Marco Armiliato (non commenterò i brani sinfonici perché nello streaming che ho visto ieri sono stati tagliati e non ho ancora trovato registrazioni in rete).
Poi Schrott, che da poco sfoggia una terrificante chioma ossigenata, canta l'aria del catalogo del Don Giovanni mozartiano. Già dall'attacco capiamo l'andazzo: mugugni, mossette, versi vari, parlato e poco canto (e anche quello mal fatto e gigioneggiante). Quest'aria si presta certamente a "fare scena", ma servirebbe anche la voce...
Nel corso della serata ci propone, inoltre, tre tanghi (e un quarto come bis) tratti dal suo recente disco e "Come dal ciel precipita", dal Macbeth di Verdi, scelta un pò al di sopra delle sue possibilità...
La di lui consorte, fasciata in un vestito che, se fosse stato di un altro colore, mi sarebbe piaciuto, ma giallo proprio non si poteva vedere XD (per fortuna poi passa ad un più elegante blu scuro), canta "Un bel dì vedremo". È la solita Netrebko: bel timbro, alcuni suoni ingolati, la perenne sensazione che stia cantando con la bocca piena... Recitazione sempre uguale a se stessa: che canti Susanna, Anna Bolena, Lucia di Lammermoor o Butterfly sempre mani appoggiate sul davanti del vestito, sguardi "ammalianti" e movimenti di scatto della testa [potete fare un copia e incolla mentale di quest'osservazione, vale per tutte le sue apparizioni durante la serata]. La voce è bella, il brano è noto e piace. Canta le note abbastanza bene, ma se non fosse la Netrebko, dubito che riceverebbe tanti applausi. Il duetto dalla Manon con Kaufmann è più o meno sulla stessa falsariga (solo che io ruolo si addice meglio alla sua espressione base XD). Le espressioni che ogni tanto scappano al tenore durante al duetto lasciano intendere che Des Grieux forse preferirebbe i voti a Manon, peccato che il librettista abbia avuto idee diverse... Finale con bacio di rito, giusto per lasciare in faccia al malcapitato Jonas una bella macchia di rossetto rosso (in tutto simile al trucco che sfoggia solitamente durante il finale di Tosca o Werther) e creare un siparietto con Schrott che arriva sul palco con un fazzolettino di carta per struccare il collega.
Il suo brano migliore, devo dirlo, a sorpresa, è stata l'aria dal Trovatore. La cara Anna emette i trilli meglio adesso di quando cantava belcanto! Pur restando fedele a se stessa canta piuttosto bene e ci mette anche un po' di pathos: potrebbe essere un buon viatico per il prossimo debutto (previsto per il 2013, se non sbaglio, proprio al fianco di Kaufmann che anche qui canta con lei).
Il bis è... rullo di tamburi... La sempre stucchevole "Oh mio babbino caro". Calantina...
Dulcis in fundo, Kaufmann si presenta con "Ciel e mar" dalla Gioconda di Ponchielli (presente anche nel suo recente cd dedicato al verismo). Ammetto di non amare particolarmente il verismo, ma quest'aria è una di quelle che "digerisco" meglio. Splendido timbro scuro, belle mezzevoci (qualcuna leggermente spoggiata, ma gliela abbuoniamo), acuti fulminanti, trasporto e partecipazione drammatica. Stesso discorso per l'aria della "Cavalleria", solo che questa proprio non la reggo...
Come bis propone "Freude, das leben ist lebenswert", a mio avviso il punto più alto della serata (a parte un attacco anticipato rispetto all'orchestra...) e decisamente il brano più adatto al contesto, e infatti il pubblico si fa sentire.
Di certo il più sobrio dei tre: movimenti essenziali e smoking d'ordinaza. Così si fa!
I nostri eroi hanno anche ben pensato di offrirci non uno, ma ben due trii. Sia nel caso dei "Lombardi" che in quello di "Faust" la sensazione era che si cantasse ognuno per se e Dio per tutti. Qualche momento di maggiore ispirazione nel secondo (si nota che Kaufmann l'ha già cantato e lo riprenderà a breve). Vorrei tanto capire le risate alla fine....
Per farvi meglio un'idea della serata, su questo canale trovate tutti i brani cantati. Buona visione!
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