Premessa. Il nostro blog si pone l'obiettivo di essere allegro, perciò
farò soltanto un appunto e non mi farò trascinare dall'acredine. Ho
deciso (discutibilmente, drasticamente, tutto quel che volete) di non
fare parola sul primo spettacolo a cui ho assistito al ROF di
quest'anno, il Guillaume Tell perché ho trovato che l'ennesima
elucubrazione registica sia stata a dir poco abominevole e che abbia
guastato uno spettacolo reso ottimamente la parte musicale. Dopo aver
detto che la delusione è stata cocente e che, in poche ore, ho visto
andare a rotoli lo spettacolo che avevo atteso di più, mi chiudo in un
eloquente "silenzio rossiniano" e spero che mi perdonerete se passo
subito ai successivi.
Da questo momento in poi, avrei marciato da sola, perché Aspasia è tornata ai patrii lidi subito dopo Guillaume...
Stamattina mi sono svegliata con un sussulto di spavento: e cioè che, se durante la mia assenza Aspasia non ha preso l'iniziativa (ma può anche darsi che il tentativo mi sia sfuggito), in questa rubrica abbiamo postato i pezzi più strampalati, degli autori più bizzarri, ma nulla del nostro beneamato Gioak.
L'idea mi è venuta di ritorno dal ROF, di cui vi prometto le recensioni per la settimana prossima ventura, se la tecnologia seconda i miei desiri, e ho deciso di correre tempestivamente ai ripari estraendo a sorte una delle opere minori del Gioak, l'Equivoco stravagante.
Come ormai accade da mesi, la connessione di Armida ha nuovamente deciso di fare i capricci nel momento del bisogno, e la vostra povera Aspasia, con i suoi pochi neuroni rimasti ormai irrimediabilmente dispersi nella sua scatola cranica, deve ridursi all'ultimo secondo ad inventare qualcosa.
Oggi la mia invenzione per la rubrica DDT è stata ispirata dal clima. Infatti la protagonista dell'opera, è famosa per essere quella che muore di caldo (l'ho fatta semplice, ma il concetto è quello).
Sto parlando di Mireille, di Charles Gounod (approfitto dell'assenza di Armida da questi schermi per propinarvi titoli che so le detesta).
PdeOgni quindici giorni si ripete sempre la stessa storia. Armida si offre di pubblicare lei la nuova puntata del DDT, quindi io mi metto il cuore in pace e mi dedico ad altre attività (non sempre più di mio gusto, ma sorvoliamo...). Poi, arrivato i giorno concordato per la pubblicazione, mi arriva l'immancabile messaggio di Armida che mi avvisa che le è impossibile pubblicare, per chissà quale ragione informatica. Quindi la vostra povera Aspasia è costretta a connettere il cervello (operazione complessa che, il più delle volte, non mi riesce) e ad inventarsi all'ultimo secondo qualcosa da pubblicarvi.
Quindi, ecco a voi la mia nuova invenzione dell'ultimo secondo: Rosina di William Shield.
Ora. Voi sapete, e se non lo sapete, ve lo dico ora, io VENERO Joan Sutherland. Nel mio venerarla, ovviamente, è compreso anche il cercare di ascoltare quanto più possibile di quello che lei ha cantato. Gustandomi lo splendido cofanetto edito dalla Decca in cui sono raccolti tutti i suoi recital incisi in studio, mi sono imbattuta in quest'aria
che, ammetto la mia ignoranza, non avevo mai sentito prima.
Facendo qualche ricerca, scopro che proviene dall'opera Rosina (anche questa, mai sentita) di William Shield.
Ovviamente non c'è solo quest'aria, manche altri brani che io giudico più che piacevoli. Dalle mie ricerche, sembra che ne esista addirittura un'incisione completa su cui, neanche a dirlo, non vedo l'ora di mettere le mani.
Perdonatemi, ma non riesco ad incorporare la finestra per questo video, quindi sono costretta a pubblicarvi il solo link.
Ps. Mi scuso per la scarsità di post che pubblichiamo ultimamente su queste pagine. Purtroppo la situazione non migliorerà nell'immediato futuro, visto che il computer di Armida non sembra propenso a collaborare e io al momento sono presa da altre faccende. Avremmo tante idee per delle novità da proporvi e tanta voglia di scrivere, ma sembra che il fato, al momento ci sia avverso...
Udite, udite! Stasera alle 19 l'opera di stato di Monaco di Baviera trasmetterà in streaming dal suo sito la diretta della recita della nuova (orrenda, dalle foto che ho visto) produzione del Trovatore di Giuseppe Verdi, che segna il debutto nel ruolo di Manrico di *rullo di tamburi* Jonas Kaufmann!
Armida aveva preparato un bel post per il secondo DDT di questo mese.
Aveva acceso il computer tutta speranzosa di poter finalmente ricomparire su questo blog, che, in fondo, è suo quanto mio.
Aveva effettuato l'accesso al blog e.... PUF! Tutto si è bloccato.
Così la vostra Aspasia si è ritrovata all'ultimo secondo a dover raccogliere le idee per non lasciarvi senza DDT.
E' quindi con piacere, anche se un po' di affanno, che vi presento l'opera che sogno ogni notte di poter vedere a teatro! (non è vero, sogno anche altri titoli con cui Esclarmonde si alterna, ma così suona meglio XD )
So che Armida disapproverebbe, perché lei detesta l'opera francese, ma io ho un debole per questa composizione che puzza tremendamente di kitsch magniloquente, ma proprio per questo mi attira, perché nella sua assurdità e megalomania trovo vi sia un fascino sottile.
Quando io ed Armida abbiamo aperto questo blog, fra le rubriche che ci eravamo ripromesse di tenere, c'era quella intitolata Udite oh rustici, in cui avremmo espresso le nostre opinioni sulle novità offerte dal mercato discografico. Poi però, anche a causa di una serie infinita di problemi tecnici (che hanno afflitto principalmente Armida, infatti potrete notare che è da più di un mese e mezzo che non scrive, ma ha in serbo per voi dei succosi interventi) siamo state costrette a mettere da parte questa rubrica per poterci concentrare sulla stretta attualità e soprattutto sugli spettacoli che abbiamo visto dal vivo.
Ma oggi ho deciso che è finalmente giunto il momento di iniziare a scrivere di dischi, e quale miglior occasione, se non l'uscita dell'attesissima Norma con Cecilia Bartoli nel ruolo eponimo?
Vergogna Aspasia, vergogna!
Troppo presa dalla preparazione di nuovi post per il blog, mi ero dimenticata di pubblicare il DDT nei tempi previsti.
Chiedo umilmente perdono!